Città e Urbanistica

Fuori Costanza Pera, l'istruttoria sarà fatta da una task forze guidata dal capo-dipartimento Domenico Crocco

Massimo Frontera

Intanto l'Inu attacca il Programma lanciato dal Governo per lo sviluppo urbano: «È solo un recupero di vecchie iniziative. Deludente»

Con una circolare diramata ai massimi dirigenti di Porta Pia, il viceministro delle Infrastrutture Mario Ciaccia ha revocato a Costanza Pera, neo direttore delle Politiche abitative, la responsabilità sulla procedura di istruttoria delle candidature inviate dai Comuni per concorrere all'assegnazione dei fondi stanziati dal Governo nell'ambito del Piano città.

Di conseguenza, le proposte provenienti dai Comuni pervenute entro il 5 ottobre non saranno più esaminate dalla direzione Politiche abitative, come prevede il decreto ministeriale di attuazione del Piano città.

L'incarico è stato invece attribuito al capodipartimento del ministero, Domenico Crocco, il quale procederà all'istruttoria delle proposte con una task force, ancora in fase di costituzione, che conterà una ventina di funzionari provenienti da varie direzioni del ministero, inclusa quella delle Politiche abitative.

Il colpo di scena suggerisce uno scontro interno al ministero. Tra i motivi dello scontro ci sarebbero divergenze circa le procedure e i criteri di valutazione dei progetti e l'assegnazione dei finanziamenti, anchese uno dei diretti interessati getta acqua sul fuoco: «La decisione è stata presa dal viceministro dopo avere rilevato l'elevato numero di proposte», spiega lo stesso Domenico Crocco. «C'è la volontà di fare presto, ma questa quantità è difficilmente gestibile dalla direzione».

In ogni caso, le proposte sono ancora in corso di classificazione da parte dell'Anci e non sono ancora approdate ufficialmente a Porta Pia.

Mentre internamente al ministero si è consumato questo scontro - con un cambio di cavallo in corsa - fuori da Porta Pia l'Istituto di urbanistica ha lanciato un pesante attacco al Piano città.

«Il Piano città non porta nessuna innovazione», ha detto il presidente dell'Inu Federico Oliva, parlando all'Urbanpromo Social Housing a Torino -. «I 200 milioni sono pochi per una politica complessiva di rigenerazione urbana di livello nazionale, e per di più praticamente nulli sono i fondi nuovi, si tratta di recupero di vecchi stanziamenti, addirittura a partire dagli anni Novanta del secolo scorso». «Inoltre - ha sottolineato il presidente dell'Inu - il piano città si basa su un modello stravecchio, è un'operazione di cantierizzazione di progetti fermi».

L'Inu ha criticato duramente anche il Ddl contro il consumo di suolo, il provvedimento che prende il nome dal ministro delle Politiche agricole Catania: «È uno spot di un ministro che ha voluto farsi mettere sotto i riflettori per un tema di cui tutti parlano. Il Ddl stoppa il consumo delle aree agricole, mi chiedo: le altre?»


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