Città e Urbanistica

Parma chiede 60 milioni per finire le opere «incompiute»

Dare spazio alle opere subito cantierabili, anche di piccola entità, puntando sulla riqualificazione del tessuto urbano degradato e sul miglioramento dello standard energetico delle scuole cittadine. Il Comune di Parma, alle prese con una situazione finanziaria complessa delle sue partecipate, punta in modo deciso sul Piano Città per completare i cantieri fermi ereditati dalla Giunta precedente. A questo aggiunge gli interventi su 18 plessi scolastici e su un intervento di social housing per un importo totale da richiedere tramite il Piano Città di circa 60milioni di euro.
Nove gli interventi, prevalentemente concentrati nel quadrante nord-ovest della città. Per quanto riguarda le realizzazione già avviate (ma ora ferme) ci sono lo Scalo Merci, una struttura storica nei pressi della linea ferroviaria: l'intervento di recupero prevede una destinazione ad attrezzatura d'interesse comune (polo polivalente per associazioni, centro giovanile e culturale) per un costo complessivo di poco meno di 10 milioni di euro. La prima parte dell'intervento (messa in sicurezza e parte della riqualificazione) è stata effettuata da Unieco come opera di compensazione in un edificio a destinazione commerciale che si trova di fronte, la restante parte dei lavori, il 70%, dovrebbe invece essere finanziata dal Piano (6,9 milioni). Nella stessa direzione va l'intervento al teatro dei Dialetti, un'opera realizzata al 70% da un privato (è stata terminata "al grezzo", il completamento sarebbe spettato al Comune) ora la nuova Amministrazione chiede una quota pari al 31% (2,1milioni) per terminare l'intervento in quanto non disponibili fondi comunali. Da terminare anche l'ultimo lotto degli uffici direzionali comunali, per una quota di 4,1milioni (51%). E' stato aggiunto anche l'intervento in Borgo Romagnosi, un'area del centro storico limitrofa alla piazza principale della città: "Qui non abbiamo però richiesto fondi, il progetto è inserito come collegamento funzionale con un altro intervento, quello di piazzale della Pace, per cui invece chiediamo un piccolo finanziamento di 210mila euro per una riqualificazione illuminotecnica dell'area", spiega l'assessore all'Urbanistica, Michele Alinovi. Sempre nelle opere da terminare rientra anche l'intervento di edilizia residenziale sociale (Ers) per affitti a prezzo calmierato per giovani coppie: il finanziamento per terminare i lavori è di 6,7milioni. Dalle opere parziali a quelle da finanziare interamente: c'è la riqualificazione del sottopasso d'interconnessione Tav "in cui dovrebbe sorgere uno spazio pubblico con associazioni e piccolo commercio per riqualificare l'area", aggiunge l'assessore. Qui il costo è di 1,7 milioni di euro. Più esteso l'intervento per l'area delle ex fabbriche Bormioli dove insiste un progetto di riqualificazione già avviato. Sono infatti finite le opere di bonifica (fatte da un privato) e ora devono partire i lavori per recuperare parte dell'esistente (come architettura industriale, da destinare a servizi di quartiere e housing sociale) e la realizzazione di circa 49mila mq di nuovi edifici, con destinazione principalmente residenziale (privato), ma anche commerciale e direzionale. Il costo totale da finanziare con il Piano Città ammonta a 16,1 milioni (il restante è quota a carico del privato), in parte per riqualificare l'esistente, in parte per sotterrare la linea dell'alta tensione che si trova nel quartiere. Infine un capitolo a parte va all'edilizia scolastica: "Abbiamo aggiunto anche un progetto per la riqualificazione energetica di 18 plessi scolastici dislocati in varie aree della città - dice Alinovi - da portare in classe A o B. Un'operazione per cui chiediamo 25,4milioni, l'80% del costo totale dell'intervento. La quota restante invece la recupereremo tramite il Conto energia". "Abbiamo scelto questa strada - conclude - piuttosto che lavorare su un discorso di accorpamento e costruzione di nuove sedi, come la normativa comunque prevede, perché pensiamo sia importante mantenere gli edifici scolastici come presidi delle diverse aree della città".


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