Città e Urbanistica

Firenze batte ogni record e chiede al Ministero 280 milioni di euro

Silvia Pieraccini

Firenze si butta a capofitto sul treno del Piano-città, e chiede al Governo 280 milioni di euro per completare 700 milioni di opere situate in aree di trasformazione sparse in una grande zona centrale della città - compresa tra i viali di circonvallazione, il parco delle Cascine, il centro abitato e le Piagge - nella quale fino al secolo scorso erano insediate funzioni prevalentemente produttive, come le officine ferroviarie e la Manifattura Tabacchi. "Le zone candidate al Piano-città racchiudono le vere potenzialità della città di Firenze anche alla luce del piano strutturale, che punta proprio al recupero dei complessi dismessi secondo il principio dei 'volumi zero'", dice l'assessore all'Urbanistica Elisabetta Meucci che, dopo l'approvazione da parte della Giunta il 5 ottobre, ha inviato i progetti, definiti "immediatamente cantierabili", alla cabina di regia istituita dal Governo.
Alla grande area d'intervento, il Comune di Firenze ha collegato, attraverso un progetto di housing sociale, anche due "appendici" rappresentate dalla zona di via Rocca Tedalda, che fin dagli anni '50 accoglie le case popolari, e da quella di via di Scandicci, dove si trova la caserma Gonzaga dei Lupi di Toscana, dismessa nel 2008, che potrebbe ospitare alloggi di edilizia residenziale pubblica a patto che venga acquisita dal Comune nell'ambito del federalismo demaniale. L'obiettivo - messo a fuoco dopo la consultazione con Anci - è tentare di accedere ai fondi per il social housing gestiti dalla Cassa Depositi e prestiti, anche se il Comune di Firenze non ha costituito (né ha progettato) un fondo di investimento locale.
Gli interventi proposti prevedono, oltre alle residenze (per oltre 250mila mq di superficie utile), scuole e spazi per cultura ed eventi (più di 80mila mq). Fanno parte del 'pacchetto' anche una serie di interventi infrastrutturali: tre chilometri di nuova viabilità; parcheggi pubblici con oltre 900 nuovi posti; quattro chilometri di tramvia. Previste poi nuove sistemazioni urbane e nuove aree verdi, con la piazza-giardino più grande della città di fronte al Nuovo teatro dell'Opera, il miglioramento della sicurezza idraulica del centro abitato (con gli interventi nell'alveo dell'Arno e lungo il canale Macinante), il completamento degli impianti fognari e la 'rinaturalizzazione' dei corsi d'acqua esistenti. La grande area d'intervento, in realtà, "nasconde" quattro sub-aree' che, secondo il Comune, sono collegate non solo geograficamente ma funzionalmente: si tratta dell'area del Nuovo teatro dell'Opera (interventi per 80 milioni); dell'area Leopolda Paisiello, attualmente a metà del guado tra recupero e degrado (interventi per 15 milioni); l'area della Manifattura Tabacchi, che ruota intorno al più grande complesso dismesso della città di Firenze, di oltre 100.000 mq, ancora da recuperare, area in cui si vorrebbe realizzare in project financing la linea 4 della tramvia (interventi per 93 milioni); e, infine, l'area dell'housing sociale, per la quale sono stati richiesti 91 milioni.


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