Città e Urbanistica

Torino punta sul quartiere Falchera
e chiede al Mit 127 milioni di euro

Maria Chiara Voci

Triplica gli importi messi in campo (che, fatti tutti i conti, passano dagli 80 milioni previsti inizialmente ai 252 attuali, fra pubblico e privato) il piano città di Torino. Rispetto alla prima idea, abbozzata a cavallo dell'estate, il dossier, che è stato consegnato il 4 ottobre dal Comune al Ministero delle Infrastrutture, si è arricchito di numerosi elementi. E tenta di farsi strada, nel reperire risorse, grazie all'alto grado di esperienza accumulato, in passato, dagli uffici municipali nella gestione di programmi di riqualificazione urbana complessa.
Il quartiere individuato per far atterrare azioni e risorse resta sempre la Falchera, nel quadrante nord della città, zona residenziale popolare, progettata fra gli anni Cinquanta e Settanta in risposta alla forte tensione abitativa causata, allora, dall'espansione industriale. Oggi l'area, che sconta pesanti problemi d'isolamento dal resto del contesto urbano e presenta degrado e criticità.
"Si parte nel piano dagli interventi più urgenti, già cantierabili - spiega Ilda Curti, assessore all'Urbanistica -, come la creazione di un secondo accesso veicolare al quartiere e il ripristino di un polmone verde di oltre 400mila mq, intorno ai laghetti della Falchera, che sarà restituito alla città. Il piano prevede poi, da parte del pubblico, anche la riqualificazione energetica di tre complessi scolastici e delle abitazioni popolari della Falchera Nuova, gestite da Atc. L'operazione sarà condotta cercando di sperimentare modelli di efficientamento innovativi, da replicare in altri ambiti e da candidare, magari, fra le iniziative comunitarie del 7° Framework Program, rivolto alle Smart Cities".
Sul fronte privato, tre sono le iniziative in campo: una riguarda direttamente la Falchera e prevede la realizzazione di 380 alloggi destinati a social housing nell'area un tempo di proprietà della società Borsetto (Ligresti) e che saranno realizzate dalla Valdocco Spa per un totale di 44,4 milioni; la seconda che prevede la trasformazione dell'area ex industriale Cebrosa di corso Romania in un quartiere destinato all'insediamento di mille abitanti e corredato da attività terziarie e industriali, collegato da un boulevard urbano a Settimo Torinese; la terza, molto più piccola, per la realizzazione di una residenza destinata a fasce deboli, con 11 unità.
L'ammontare degli interventi raggiunge i 252 milioni. Circa la metà riguardano azioni pubbliche, in gran parte immediatamente cantierabili. La città ha già disponibili una decina di ilioni di risorse, il resto dovrà essere individuato sul piano città fra conto interesse e conto capitale. L'intervento di social housing alla Falchera prevede il ricorso del fondo investimenti per l'abitare della Cassa Depositi e Prestiti. "Non sappiamo quante di queste risorse arriveranno dallo Stato - prosegue il sindaco Piero Fassino -, ma contiamo di portare avanti l'intero intervento, cercando altre forme di finanziamento per coprire ciò che mancherà all'appello. Tenendo anche conto che le operazioni private sono già parte di piani convenzionati o di riqualificazione approvati" e che, comunque, sarà firmato un contratto, in sede di assegnazione dei finanziamenti del piano città, dove saranno scritti nero su bianco gli impegni di tutti.


© RIPRODUZIONE RISERVATA