Città e Urbanistica

Napoli, costruttori campani dietro le quattro candidature per i suoli di Bagnoli

Francesco Nariello

Presentate alla Stu Bagnolifutura 4 manifestazioni d'interesse nell'asta da 63 milioni, per 4 lotti, per cedere i terreni edificabili. Imprese di costruzione campana dietro le candidature

Una boccata d'ossigeno per Bagnolifutura. Anche se, per il momento, soltanto sulla carta. Al quarto tentativo, dopo tre aste andate deserte, sul tavolo della società di trasformazione urbana (Stu) di via Coroglio (controllata al 90% dal Comune di Napoli) – per la quale è in corso un tentativo di ricapitalizzazione per evitare il fallimento - sono arrivate quattro manifestazioni di interesse, tutte da imprese di costruzioni campane, per l'acquisto di suoli nell'area ex Italsider. Si tratta di quattro lotti – con un volume edificabile totale di circa 245mila metri cubi e una base d'asta complessiva di 63 milioni di euro - che ricadono nella cosiddetta area tematica 2 della variante al piano urbanistico esecutivo (Pue) di Coroglio-Bagnoli e che potranno essere destinati alla realizzazione di case, uffici e negozi.
A farsi avanti sono stati quattro pretendenti, i quali però, al momento, hanno solo presentato delle mere manifestazioni di interesse. Una sorta di passaggio intermedio, visto che le offerte vere e proprie dovranno arrivare entro 60 giorni dall'invio delle "lettere d'invito" che la Stu spedirà a breve. Per capire se le vendite andranno in porto - e conoscere l'entità delle eventuali offerte - bisognerà quindi aspettare almeno due mesi. I potenziali investitori, tre aziende singole e un raggruppamento temporaneo di imprese - secondo le prime indiscrezioni - sono tutti del settore costruzioni, provengono dalla realtà campana e, in tre casi su quattro, sono interessati all'acquisto di più lotti.
Nel dettaglio, l'area in vendita è suddivisa in quattro lotti, ciascuno di circa 16mila metri quadri. Il primo, più vicino alla Porta del Parco (il centro servizi già in parte attivo), è quello nel quale sono concentrate le maggiori volumetrie: circa 80mila metri cubi edificabili, di cui 41.500 destinati a terziario/commercio e 38.500 al residenziale, con un prezzo a base di gara di circa 21 milioni di euro. Gli altri tre lotti, invece, sono destinati per il 70% a residenze (circa 150 alloggi) e prevedono volumi per 55mila metri cubi ciascuno. La base d'asta, per ciascun lotto, è di 14 milioni.
Per fare in modo che la procedura potesse avere un esito positivo, il Cda di Bagnolifutura ha modificato diverse condizioni rispetto ai precedenti bandi, introducendo una frammentazione dell'area in vendita in lotti più piccoli (da due a quattro) e l'incremento della quota di volumi a destinazione residenziale. Sono state inoltre inserite diverse "facilitazioni" e garanzie per gli investitori. Prevedendo, ad esempio, che sia Bagnolifutura a redigere e presentare al ministero dell'Ambiente la variante al piano di bonifica e che l'acconto (pari al 20% dell'importo) venga corrisposto solo dopo la comunicazione da parte del Comune di Napoli di una conclusione positiva dell'istruttoria tecnica per il rilascio del permesso di costruire e del via libera al suddetto piano.
La vendita dei suoli rappresenterebbe un tassello fondamentale sia per il rilancio dei progetti nell'area ex Italsider che per il salvataggio dell'ente che gestisce il maxi-intervento. Bagnolifutura infatti, avrebbe accumulato ad oggi circa 340 milioni di euro di debiti (dopo il bilancio 2010 che segnava 300 milioni di debiti con banche, Fintecna e imprese appaltatrici, e una perdita di esercizio di 10,3 milioni), con il destino della Stu che resta legato all'ipotesi ricapitalizzazione in esame al Comune di Napoli (che detiene il 90% della società). La Giunta De Magistris puntava in un primo momento a conferire alla società tutte le strutture (primarie e secondarie) costruite nell'area e ad ampliarne le competenze a tutto il territorio cittadino. L'ipotesi ha però trovato un'opposizione bipartisan e, ad oggi, si attende – a breve - una nuova delibera (che dovrebbe prevedere il conferimento della sola Porta del Parco) da sottoporre al consiglio comunale.
Delle principali opere previste a Bagnoli solo Porta del Parco è in parte attiva, ma senza il centro benessere da 7000 metri quadri. Per l'Acquario tematico scade il 18 ottobre il termine per la presentazione offerte da parte di società interessate alla gestione, mentre per il Parco dello Sport l'auspicio è di una parziale apertura entro fine anno.
Ferma al 60-65%, invece, la bonifica dei suoli e tempi lunghi per altri progetti (come gli Studios). A luglio scorso, infine, la Giunta regionale ha siglato il protocollo d'intesa con Bagnolifutura in vista dello sblocco di 75,8 milioni di fondi Por 2007-2013 per il primo lotto del Parco urbano di 33 ettari, con zone a verde, specchi d'acqua, aree per attività all'aperto.


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