Città e Urbanistica

Norme contro il consumo di suolo e regolamento sull'Autorizzazione unica ambientale

Alessandro Arona

Il Governo dichiara guerra al consumo di suolo agricolo, approvando nel Consiglio dei Ministri di oggi, su proposta dei Ministri delle politiche agricole alimentari e forestali, per i beni culturali e dello sviluppo economico, un disegno di legge «quadro in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo del suolo».

Il Ddl è stato approvato in via preliminare, e prima dell'invio alla camere sarà acqusito il parere della Conferenza unificata.

«La cementificazione del territorio agricolo sta assumendo in Italia proporzioni sempre più preoccupanti», ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti in conferenza stampa. «Basti
pensare - ha aggiunto - che negli ultimi 40 anni la superficie agricola é passata da 18 a 13 milioni di ettari, con una perdita pari alla somma dei territori di Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna».
Tra le novità principali del Ddl l'introduzione di un meccanismo per stabilire, a livello nazionale da parte dello Stato, l'estensione massima di superficie agricola che può essere resa edificabile, con atto della Conferenza unificata che ripartisca tale "numero" tra le Regioni, e poi ogni Regione tra i Comuni. Si fisserebbe dunque un tetto massimo alla cementificazione, Comune per Comune, anche se il Ddl non stabilisce sanzioni per i Comuni che non si adeguino.

Stabi lito inoltre il divieto, per i terreni agricoli che hanno beneficiato di aiuti statali o comunitari all'agricoltura, di avere una destinazione diversa da quella agricola per almeno dieci anni dall'ultima erogazione.

Un'altra norma introduce una priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali per i Comuni e le Province «che procedono al recupero di nuclei abitati rurali».

Priva di effetto pratico, invece, la norma del Ddl che vieta ai Comuni di utilizzare gli oneri urbanizzazione per scopi diversi dalla costruzione di opere di urbanizzazione, perché la norma che oggi lo consente (fino al 50% per spesa corrente e un altro 25% per manutenzione di immobili) scadrà comunque il 31 dicembre 2012.

Approvato dal Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri dell'ambiente, della pubblica amministrazione e dello sviluppo economico, (sempre in esame preliminare) il regolamento che disciplina l'autorizzazione unica ambientale (Aua) e la semplificazione degli adempimenti amministrativi in materia ambientale per le imprese e gli impianti non soggetti ad autorizzazione integrata ambientale. Sul regolamento saranno acquisiti i pareri della Conferenza Unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti Commissioni parlamentari.

«Un provvedimento che rende più semplice la vita delle imprese - ha detto in conferenza stampa ilpremier Mario Monti - particolarmente per quelle piccole e medie, perno della nostra economia. Penso che questo sarà di grande aiuto per la crescita».

Si riportano le parti del comunicato del Governo relativi a questi due provvedimenti.


DDL SUL CONSUMO DI SUOLO

In Italia ogni giorno si cementificano 100 ettari di superficie libera. Dal 1956 al 2012 il territorio nazionale edificato è aumentato del 166%. La perdita di superficie agricola - e la conseguente riduzione della produzione - impedisce al Paese di soddisfare completamente il fabbisogno alimentare nazionale e aumenta la dipendenza dall'estero.
Il provvedimento mira anzitutto a garantire l'equilibrio tra i terreni agricoli e le zone edificate o edificabili, ponendo un limite massimo al consumo di suolo e stimolando il riutilizzo delle zone già urbanizzate. Ha inoltre l'obiettivo di promuovere l'attività agricola che si svolge (o si potrebbe) svolgere su di essi, contribuendo alla salvaguardia del territorio. Il mantenimento dell'attività agricola infatti consente di poter gestire il territorio e contribuisce a diminuire il rischio di
dissesti idrogeologici.

Di seguito, in sintesi, i punti principali del provvedimento:

1. Vengono identificati come "terreni agricoli" tutti quelli che, sulla base degli strumenti urbanistici in vigore, hanno destinazione agricola;
2. Si introduce un meccanismo di identificazione, a livello nazionale, dell'estensione massima di terreni agricoli edificabili (ossia di quei terreni la cui destinazione d'uso può essere modificata dagli strumenti urbanistici). Lo scopo è quello di garantire uno sviluppo equilibrato dell'assetto territoriale e una ripartizione calibrata tra zone suscettibili di utilizzazione agricola e zone edificate;
3. Si prevede il divieto di cambiare la destinazione d'uso dei terreni agricoli che hanno usufruito di aiuto di Stato o di aiuti comunitari. Nell'ottica di disincentivare il dissennato consumo di suolo, l'intervento mira a evitare che i terreni che hanno usufruito di misure a sostegno dell'attività agricola subiscano un mutamento di destinazione e siano investiti dal processo di urbanizzazione;
4. Viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio rurale per favorire l'attività di manutenzione, ristrutturazione e restauro degli edifici esistenti.
5. Si istituisce un registro presso il Ministero delle politiche agricole al fine di identificare i Comuni interessati, i cui strumenti urbanistici adottati non prevedono l'ampliamento di aree edificabili o un aumento inferiore al limite determinato dalle Regioni, che possono chiedere di essere inseriti.
6. Si abroga la norma che consente che i contributi di costruzione siano parzialmente distolti dalla loro naturale finalità - consistente nel concorrere alle spese per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria - e siano destinati alla copertura delle spese correnti da parte dell'Ente locale.
7. Si abroga inoltre la norma che prevede che una percentuale dei proventi delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal Testo Unico in materia edilizia sia utilizzata per il finanziamento delle spese correnti dell'ente locale. Il fine è
quello di disincentivare l'attività edificatoria sul territorio.


AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE

Il regolamento attua la legge n. 35 del 2012 ("Semplifica Italia") nella parte in cui introduce l'autorizzazione unica ambientale tra gli strumenti di semplificazione per le PMI. L'AUA semplifica notevolmente gli adempimenti amministrativi in particolare per le piccole e medie imprese. Oggi, infatti, le norme ambientali costringono le imprese a rivolgersi ad amministrazioni diverse (Regioni, Province, Comuni, ARPA ecc.) per ottenere le autorizzazioni ambientali necessarie all'attività produttiva; il quadro è ulteriormente complicato dal fatto che queste autorizzazioni hanno periodi di validità differenti. Basti pensare che il costo complessivo annuo per le piccole e medie imprese delle più importanti autorizzazioni sostituite dall'AUA è stato stimato in oltre un miliardo e trecento milioni di euro.
La nuova Autorizzazione sostituisce fino a sette procedure diverse (ad esempio: l'autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali, l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, la documentazione previsionale di impatto acustico etc. ). Basterà un'unica domanda da presentare per via telematica allo Sportello Unico per le attività produttive (SUAP) per richiedere l'unica autorizzazione necessaria. Le Regioni potranno estendere ulteriormente il numero di atti compresi nell'AUA.



La certezza dei tempi è garantita: in caso di mancato rispetto dei termini è previsto il ricorso ai poteri sostitutivi. Sarà inoltre effettuato un monitoraggio sull'attuazione dell'autorizzazione unica, in collaborazione con le associazioni imprenditoriali.
Gli elementi essenziali dell'autorizzazione sono tre:
1) è rilasciata da un unico ente e sostituisce tutti gli atti di comunicazione, notifica e autorizzazione previsti dalle norme vigenti in materia ambientale;
2) il procedimento di rilascio dell'autorizzazione si basa sul principio di proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alla dimensione dell'impresa e al settore di attività, sull'esigenza di tutela degli interessi pubblici e sulla necessità di non introdurre maggiori oneri a carico delle imprese;
3) è prevista una procedura semplificata anche per il rinnovo dell'autorizzazione: se le condizioni di esercizio sono rimaste immutate è sufficiente la presentazione di una istanza con una dichiarazione sostitutiva. Durante il tempo necessario per il rinnovo, l'esercizio dell'attività può proseguire sulla base dell'autorizzazione precedente.



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