Città e Urbanistica

Piano città/i progetti. Reggio Emilia vuole valorizzare l'ex area industriale Officine Reggiane vicino alla stazione

Lorenzo Bordoni

Il maxi progetto è intanto partito con la creazione del Tecnopolo con spazi per la ricerca e l'università

Portare avanti la riqualificazione delle Aree Reggiane, l'ex polo industriale situato a fianco della stazione ferroviaria. Reggio Emilia vuole approfittare dell'occasione offerta dal Piano città per trasformare i capannoni e le aree dismesse e contribuire alla nascita dell'ambizioso progetto del Parco della conoscenza e dell'innovazione. Anche se il progetto è ancora da mettere a punto, specificano dal Comune, gli obiettivi sono comunque chiari: richiedere una partecipazione finanziaria per avanzare nel progetto del nuovo quartiere tecnologico.

Il destino dell'Area Reggiane (un sito storico, attivo già a inizio secolo scorso nella lavorazione del metallo, in particolare per il settore ferroviario) è dal 2011 al centro di una serie di progetti per la sua valorizzazione dopo lo stato di abbandono durato diversi decenni. Nel lotto di oltre 150mila mq di superficie utile sono già partiti i lavori per il cosiddetto Tecnopolo, la realizzazione – tramite recupero di alcuni capannoni dell'area – di una struttura da dedicare alla ricerca scientifica nel settore della meccanica, della meccatronica e dell'educazione/formazione.

L'investimento è di 5,5 milioni di euro, di cui 3,1 milioni a carico del Comune di Reggio e 2,4 dalla Regione Emilia Romagna. I 3.500 metri quadrati del Capannone 19 ospiteranno sedi di laboratori dell'Università di Modena e Reggio Emilia e Crpa Lab, quale centro per la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico alle imprese. I lavori sono in corso e dovrebbero termine nel 2013. Oltre a questo, nell'Area Reggiane, è già attivo il Centro internazionale Loris Malaguzzi (inaugurato nel 1011 al posto delle ex industrie Locatelli), un polo multifunzionale dedicato alla formazione e all'infanzia. Nel centro sono presenti un auditorium, una sezione dedicata agli archivi storici, un museo e sale polivalenti. Sono poi in opera i cantieri per il Centro permanente delle attività musicali che si sta realizzando con 2,5 milioni di euro attraverso un project financing.

Ma sono ancora tanti i progetti da far partire. Secondo il piano del Comune emiliano c'è da rinnovare il piazzale Europa (2,5 milioni di euro da fondi regionali); la riqualificazione-riapertura di viale Ramazzini (2 milioni di euro con previsione di intervento pubblico-privato); la riqualificazione del capannone 18 (previsti circa 15 milioni di euro con intervento privato-pubblico); la creazione di piste ciclo-pedonali (1,5 milioni di euro con finanziamento regionale); l'apertura del sottopasso di via Lama Golese (1,5 milioni da contributo della Regione Emilia-Romagna e 4,5 milioni da privati). In totale: 7,9 milioni di euro da finanziamenti regionali attraverso il Documento unico di programmazione (Dup); 28,1 milioni di euro da investimenti privati e in parte comunali.

L'insieme di questi lotti, l'obiettivo finale del piano, è proprio la realizzazione del Parco dell'innovazione, della conoscenza e della creatività. Secondo il progetto dell'ente locale «il Parco sarà una piattaforma logistico-tecnologica capace di potenziare i centri di ricerca della città, a partire da quelli già esistenti nel Tecnopolo e nel Centro internazionale Malaguzzi, mettendo a valore la loro prossimità in modo da potenziare lo scambio e la condivisione di conoscenza e da aumentare le sinergie fra ricerca e produzione, fra educazione, creatività e sapere industriale». Un progetto che attraverso i fondi del Piano Città potrebbe vedere nei prossimi anni la luce.


© RIPRODUZIONE RISERVATA