Città e Urbanistica

L'Aquila, la ricostruzione costerà 5,5 miliardi

Fabiana Calsolaro

Il sindaco Cialente: Adesso aspettiamo che arrivino i fondi, entro 15 giorni invieremo al Governo una griglia redatta dal Comune per velocizzare la presentazione dei progetti da parte dei professionisti

Costerà 5,5 miliardi di euro la ricostruzione dei centri storici dell'Aquila e delle sue frazioni (oltre 6 miliardi con le possibili aggiunte dopo approfondimenti). Stavolta la cifra, avallata sia dal Comune che dall'ex commissario Gianni Chiodi, è definitiva e ufficiale. Il 31 agosto, infatti, ultimo giorno dell'emergenza e della gestione commissariale (come sancito nella legge 134 di conversione del dl 83, art.67 bis), dopo due anni di querelle su cosa fosse il "Piano di ricostruzione" (di cui all'art.14, legge 77/2009) – strumento urbanistico per la struttura commissariale, piano strategico per il Comune dell'Aquila – e sulla sua utilità ai fini di una rapida ricostruzione, è stata firmata l'intesa sul Pdr dell'Aquila.

Un'intesa che dal punto di vista pratico cambia poco, come conferma anche il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente: l'emendamento Barca al dl 83 (decreto Sviluppo), infatti, ha stabilito che se entro 120 giorni dall'entrata in vigore della sua legge di conversione (legge 134/7 agosto) i Comuni non predispongono i Pdr, si procederà comunque "con gli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria nazionale e regionale". L'intesa, quindi, rappresenta più che altro un segnale politico di pace tra Commissario e Comune, ma fissa anche una stima definitiva dei costi. L'istruttoria – si legge nella nota del commissario – ha ritenuto ammissibile a finanziamento un importo di 5,5 miliardi di euro, di cui 3,6 per il capoluogo (3,15 per edilizia privata, 263,7 mln per l'edilizia pubblica e per il culto e 104,1 mln per le reti e spazi pubblici). A questa previsione si aggiungono 104,1 mln di euro per i "Progetti strategici di iniziativa pubblica" e altri possibili 650 mln in seguito agli approfondimenti da valutare. Per gli interventi nelle frazioni il finanziamento ammissibile è pari a 1,9 mld (1,57 mld per l'edilizia privata, 135 mln per l'edilizia pubblica e per il culto e 231 mln per le reti e gli spazi pubblici).

Eliminate le maggiorazioni al limite di contributo che il Comune aveva inserito nel Pdr presentato il 27 gennaio, relative all'appartenenza al tessuto storico (+10%) e alle difficoltà di accesso e logistica per i cantieri (+20%)."Abbiamo tolto ciò che non era supportato da legge – spiega l'assessore alla Ricostruzione del Comune dell'Aquila, Pietro Di Stefano – come richiesto 'ai sensi della normativa vigente', ma questo vuol dire che tutto è governato dalle ordinanze, anche nel centro storico, confermando la nostra visione: se valgono sempre le ordinanze, a che serve il Pdr se non a perdere tempo?". Restano invece le maggiorazioni per elevata amplificazione sismica locale del terreno e resinserita la maggiorazione per la valenza paesaggistica (cassata nella prima bozza commissariale dell'intesa), "prevista per legge e ribadita da più strumenti normativi", aveva precisato Di Stefano, che spiega: "verrà applicata dopo la sottoscrizione dell'intesa specifica con il Direttore Regionale BAP". Per il resto, confermato l'impianto del Pdr originario, con la suddivisione in tre tipologie di intervento: interventi edilizi diretti, da attuarsi immediatamente in conformità al PRG vigente (75%), interventi unitari, di iniziativa pubblica o privata, da attuarsi utilizzando gli strumenti previsti da leggi statali e regionali: Programmi Integrati, Piani di Recupero, Programmi di Recupero Urbano (10%), interventi pubblici per la cui attuazione si ricorre a quanto previsto dall'art.7 del T.U. per l'edilizia (15%).

Prossimi passi? "Adesso aspettiamo che arrivino i fondi, – dice il sindaco Cialente – entro 15 giorni invieremo al Governo una griglia redatta dal Comune per velocizzare la presentazione dei progetti da parte dei professionisti, poi costituiremo l'ufficio speciale che sostituirà la filiera nell'istruttoria dei progetti e aspettiamo il concorso per l'assunzione di personale. Ma intanto possiamo già iniziare con l'esame dei progetti singoli. A primavera – auspica il sindaco – deve partire la ricostruzione vera e propria in centro storico ed entro il 2013 deve terminare la ricostruzione pesante in periferia".


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