Città e Urbanistica

Piano città, si parte: ecco chi siede al tavolo della cabina di regia

Massimo Frontera

L'istruttoria delle proposte è a cura della direzione Politiche abitative del Ministero delle Infrastrutture. Ma la decisione sul finanziamento spetta alla cabina di regia, presieduta dal capo dipartimento Domenico Crocco

Piano città, si parte. È operativa la cabina di regia – con i tecnici di 11 ministeri più Demanio, Anci e Cdp – che dovrà selezionare i progetti cui assegnare i 224 milioni del ministero delle Infrastrutture. Prima riunione venerdì sette settembre a Porta Pia (la lista completa dei componenti a questo link ).

Entra nel vivo una delle novità più attese contenute nel Decreto crescita. La prima riunione è stata un incontro di "rodaggio" e conoscenza per i tecnici, ma dalla forte connotazione politica, a partire dalla relazione del vice ministro Mario Ciaccia.

Tra i tecnici della cabina di regia, non mancano nomi importanti, a partire da quello di Costanza Pera, (leggi il suo curriculum ) che da primo agosto è a capo della direzione Politiche abitative di Porta Pia (subentrata a Giancarlo Storto, altro tecnico di lunga esperienza, che resta però il rappresentante del Mit nella cabina di regia). Pera avrà un ruolo chiave: verificare le proposte dei Comuni prima di sottoporle alla Cabina di regia. Autorevole e inflessibile presidente della prima commissione Via (valutazione di impatto ambientale) negli anni ‘90, l'architetto Costanza Pera, di formazione politica liberale, è un tecnico stimato e riconosciuta capacità, competenza e rigore. Durante il governo Amato 2000-2001 (dopo la prima esperienza della Commissione Via), è stata scelta dal ministro Nerio Nesi (Rifondazione) come capo di gabinetto. I successivi governi di centro destra hanno coinciso con una distanza da qualsiasi incarico importante a Porta Pia. «È una collega intelligente e capace - dice il presidente degli architetti, Leopoldo Freyrie - e può avere un ruolo molto importante. Il vero tema è però quello di creare gli strumenti finanziari che permettano ai privati di mettere mano al patrimonio edilizio».

L'altro tecnico di peso in commissione è quello del capo dipartimento alle Infrastrutture Domenico Crocco, che siede sulla poltrona di presidente della Commissione. Crocco (leggi il curriculum ) è approdato a Porta Pia con un governo di centro destra, diventando il capo segreteria dell'allora vice ministro Ugo Martinat (An) ma è poi cresciuto, ottenendo sempre una conferma dai ministri di vario schieramento (da Lunardi a Di Pietro, fino al ticket Passera-Ciaccia) e gestendo dossier delicati (come le varie revisioni del codice appalti).

Giancarlo Storto è un altro tecnico di solida e lunga esperienza. Solo a causa del pensionamento obbligatorio ha lasciato il posto di direttore delle Politiche abitative – dove è subentrata appunto da Costanza Pera – ma ha guadagnato l'incarico di rappresentante nella cabina di regia per conto del ministero delle Infrastrutture.

Tra i 18 componenti della cabina, non tutti hanno la stessa importanza ai fini dell'approvazione dei progetti. Il peso maggiore lo ha il rappresentante dei Comuni (Anci), Tommaso dal Bosco, che ha seguito dalla prima ora il piano città: il suo voto vale 11. Le Regioni hanno un peso equivalente ai Comuni (cioè 11) distinto però fra i due rappresentanti: 5,5 punti per il tecnico della Basilicata, Mario Cerverizzo, e 5,5 per il direttore del settore Casa della Lombardia, Mario Nova. Il voto di ciascuno degli altri tecnici ministeriali vale 1. Tra i nomi di spicco ci sono Carlo Sappino, ministero dello Sviluppo (lunga esperienza di capo dipartimento presso le Politiche di Sviluppo) e Giovanni Vetritto (Coesione Territoriale), capo della segreteria tecnica del ministro Fabrizio Barca. Per il ministero dell'Economia è stato scelto un dirigente della Ragioneria, Sergio Salustri, esperto dell'impatto dei programmi di trasformazione urbana sulla finanza pubblica.

Della Cabina farà parte (senza diritto di voto) una nutrita rappresentanza di Cassa Depositi e prestiti, con Matteo del Fante (direttore), Clemente Di Paola (responsabile dell'area immobiliare) e Sergio Urbani (condirettore di Cdp Investimenti Sgr). A Via Goito si guarda come un serbatoio di professionalità e soprattutto risorse: il fondo immobiliare per il social housing, ha ancora 1,6 miliardi di euro da investire e i progetti del piano città potrebbero offrire operazioni redditizie.


© RIPRODUZIONE RISERVATA