Città e Urbanistica

L'Aquila, costerà 6,5 miliardi ricostruire i centri storici. In arrivo il concorso per i 300 posti

Fabiana Calsolaro

A pochi giorni dalla scadenza del mandato del commissario Chiodi si va verso l'accordo per il Piano di ricostruzione del capoluogo. Assunzioni di tecnici nelle nuove strutture di supporto, contro gli attuali 450 precari

Dopo due anni di querelle su cosa fosse il "Piano di ricostruzione" di cui all'art.14, legge 77/2009 (uno strumento urbanistico per la struttura commissariale, solo un piano strategico per il Comune dell'Aquila) e sull'utilità o meno della sua redazione ai fini di una rapida ricostruzione, l'intesa sul PdR dell'Aquila potrebbe arrivare a pochi giorni dalla decadenza della struttura commissariale.

Ieri (27 agosto) il Commissario delegato per la ricostruzione (fino al 31 agosto, data di cessazione dell'emergenza e della gestione commissariale come sancito nella legge 134 di conversione del dl 83, art.67 bis) Gianni Chiodi, ha scritto al ministro per la Coesione Territoriale, Fabrizio Barca, e al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, per comunicare la disponibilità alla sottoscrizione dell'intesa. Anche il Comune, ci spiega l'assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, è favorevole, ma con alcune precisazioni da fare alla bozza dell'intesa predisposta dal Commissario.
Un'intesa che dal punto di vista pratico cambia poco: l'emendamento Barca al dl 83 (decreto Sviluppo), infatti, ha stabilito già che se entro 120 giorni dall'entrata in vigore della legge di conversione (legge 134/7 agosto) i Comuni non predispongono i Pdr, si procederà comunque "con gli strumenti previsti dalla legislazione ordinaria nazionale e regionale". L'intesa, quindi, rappresenta più che altro un segnale politico di pace tra Commissario e Comune, ma fissa anche una stima definitiva dei costi riconosciuta da entrambe le parti: la ricostruzione del centro storico dell'Aquila e delle frazioni costerà in tutto 6,5 mld, 4,5 circa per L'Aquila e 2 per le frazioni (vedi quadro tecnico-economico allegato alla bozza d'intesa).

LE MODIFICHE AL PDR ORIGINARIO. Sono state eliminate le maggiorazioni al limite di contributo, che il Comune aveva inserito nel Pdr presentato il 27 gennaio, relative all'appartenenza al tessuto storico (+10%) e alle difficoltà di accesso e logistica per i cantieri (+20%). «Abbiamo tolto ciò che non era supportato da legge – spiega Di Stefano – come richiesto 'ai sensi della normativa vigente', ma questo vuol dire che tutto è governato dalle ordinanze, anche nel centro storico, confermando la nostra visione: se valgono sempre le ordinanze, a che serve il Pdr se non a perdere tempo?».
Restano invece le maggiorazioni per elevata amplificazione sismica locale del terreno. Non ammissibile, secondo la bozza commissariale, neanche la maggiorazione per la valenza paesaggistica, da riscrivere, invece, per il Comune, perché «prevista per legge e ribadita da più strumenti normativi, a partire dall'art.14 della legge 77, di conversione del decreto terremoto, all'art.3 ordinanza 3996 di gennaio, all'art.67-quinquies, comma 1 della legge 134 di agosto 2012 di conversione del dl 83, che introduce il direttore regionale per i beni culturali e paessagistici per attestare il valore degli edfici privati, indipendente dal Pdr, ai fini di una maggiorazione del contributo».
Richiesto nella bozza di dettagliare la stima dei costi del Piano, esplicitando, per ciascun intervento, sia pubbico che privato, le modalità di calcolo dell'importo lavori e degli oneri accessori. «Ma queste cifre – dice Di Stefano – verranno fuori solo dai progetti che verranno mano mano presentati ed esaminati».
Nella bozza si legge,infine, che il fabbisogno economico costituisce "stima dei costi, la cui verifica, anche in riferimento alle raccomandazioni precedentemente esplicitate, è rinviata alla fase successiva, ad opera dei soggetti previsti dalla legge". Questo vuol dire che in sede di verifica si potrebbe concedere un importo diverso, anche minore di quello richiesto? Confermano dalla struttura commissariale, ma anche Di Stefano concorda: >Le cifre potrebbero cambiare sulla base dei progetti effettivi e dettagliati».

PASSAGGIO DI CONSEGNE: IL CONCORSONE. "L'emendamento Barca" al dl 83 (decreto sviluppo), convertito con legge 134/7 agosto, chiude dal 1° settembre la gestione commissariale, passando tutte le competenze ai Comuni e a due strutture tecniche, una per L'Aquila e una per gli altri Comuni. Il bando, che dovrebbe uscire i primi di settembre, darà disposizioni per il concorso pubblico volto ad assumere a tempo indeterminato 300 persone da impiegare negli Enti e negli uffici deputati alla ricostruzione (128 presso il Comune dell'Aquila, 72 negli altri centri del cratere e 100 presso il Ministero delle Infrastrutture che li "dirotterà" presso Regione, Provincia e uffici tecnici), laddove il personale precario assunto nelle varie strutture dopo il sisma del 2009, rientra nell'ordine di 450-500 unità, stima Di Stefano. Previste prove preselettive per tutti (laddove inizialmente si profilava l'ipotesi dell'accesso diretto alle prove scritte per i precari assunti negli enti e strutture preposte alla ricostruzione dopo il sisma), con quiz di cultura generale e sulla ricostruzione, per passare poi allo scritto e all'esame orale. Il 50 % dei posti a concorso verrà attribuito a chi avrà maturato almeno un anno di lavoro nei processi di ricostruzione.


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