Città e Urbanistica

Emilia Romagna, ordinanza per ricostruire i Municipi

Dopo scuole, case e aziende parte anche la ricostruzione dei municipi danneggiati, o addirittura crollati, a causa del terremoto di fine maggio. Il presidente della regione e commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, ha firmato ieri l'ordinanza che dà il via libera al programma operativo per far rinascere le sedi dei comuni. Stanziati in totale 43,5 milioni di euro, di cui oltre 29 milioni utilizzati direttamente dalla struttura del commissario per la realizzazione di municipi temporanei e l'acquisto di prefabbricati (a questa singola voce sono destinati 1,2 milioni). I rimanenti 14,3 milioni saranno dati dalla regione come contributi ai singoli comuni per la riparazione o la ricostruzione vera e propria delle sedi.
I comuni, si legge nell'ordinanza, devono ancora presentare le varie istanze riferite ai singoli interventi, quindi i contributi specifici per ogni ente locale non sono stati ancora assegnati.
Allo stesso modo, non é ancora definito il budget di spesa per il 2012. La presentazione delle perizie da parte dei comuni, che attestano la congruità economica degli interventi e per
l'assegnazione del contributo, deve avvenire entro il 21 settembre.
Nell'ordinanza di Errani é previsto anche che i comuni che hanno avuto esiti di agibilità A, B e C (quindi edifici temporaneamente o parzialmente inutilizzabili, ma recuperabili) possono «avviare interventi in grado di consentire il riutilizzo, attraverso la riparazione immediata, con
rafforzamento locale, delle sede municipali entro il 31 dicembre 2012».
Il commissario ravvisa infatti una «estrema urgenza di concludere la procedura, perché va garantita la continuità dell'azione amministrativa dei comuni, come pure numerosi uffici
comunali occupano provvisoriamente uffici scolastici che devono essere liberati entro l'avvio del nuovo anno scolastico».
Il programma operativo contiene dunque «gli interventi da attivare immediatamente per la riparazione delle strutture municipali e per la realizzazione degli interventi sostitutivi in
grado di assicurare il normale svolgimento dell'attività tecnica e amministrativa dei comuni, impegnati in prima linea nell'attività di assistenza alla popolazione e di ricostruzione post-sisma».


© RIPRODUZIONE RISERVATA