Città e Urbanistica

Emilia Romagna, ecco il piano casa di Errani per l'emergenza sfollati

Fabiana Calsolaro

Tre ordinanze per contributo Cas, locazioni calmierate, Map, le regole per la ricostruzione delle case con danni lievi. In una seconda fase le norme per la ricostruzione "pesante". Arriva anche l'ordinanza per ricostruire i Municipi

Contributo di autonoma sistemazione (Cas), locazione di alloggi inutilizzati, ripristino degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Acer), priorità alla ricostruzione di abitazioni con danni lievi e realizzazione di moduli temporanei rimovibili. Sulla combinazione di queste quattro azioni è strutturato il "Programma Casa per la transizione e l'avvio della ricostruzione" disposto dal Commissario Vasco Errani per far fronte all'emergenza abitativa post terremoto in Emilia Romagna. Le disposizioni sono regolamentate da tre ordinanze: la n.23, che fissa le linee generali del piano casa, la 24, che fissa criteri per l'assegnazione del Cas e la 25 che regolamenta l'assegnazione degli alloggi in affitto (scarica qui le ordinanze ).

Il Contributo di autonoma sistemazione (Cas). Possono usufruire del Cas famiglie che hanno ricevuto ordinanza di sgombero totale della propria abitazione, (fino a ripristino dell'agibilità), e anche parziale (se in assenza delle condizioni di utilizzo), ma non i proprietari di seconde case nella provincia di residenza. Il Cas ammonta a 200 euro/mese per ogni componente della famiglia, più 100 euro per portatori di handicap e disabili oltre il 67%, persone oltre 65 anni e minori di 14 anni. Per nuclei di una sola persona il contributo è di 350 euro/mese. Il tetto massimo per famiglia è di 900 euro mensili. Chi sceglie il cas deve rinunciare alle altre opportunità abitative (affitto, moduli, ecc.), impegnandosi anche a concludere i lavori di ripristino della propria abitazione entro otto mesi.

Ricostruzione, priorità ai danni lievi. Sono previste tre procedure diverse secondo esiti di agibilità ed entità del danno (e quindi diversi livelli di contributi e intensità di interventi). Per ora sono state esplicitate le prime due, cioè quelle più rapide, relative al ripristino di abitazioni classificate B, C ed E leggere, cioè con danni lievi, ovvero: edifici con abitazioni temporaneamente inagibili - recuperabili con pronti interventi - o parzialmente, che richiedono riparazione dei danni e rafforzamento locale strutturale attraverso la riparazione o sostituzione elementi strutturali (non è richiesta l'analisi sismica dell'intero edficio ma solo la valutazione dell'incremento sicurezza delle parti strutturali su cui si interviene); edifici con abitazioni principali totalmente inagibili ma con livelli di danno e vulnerabilità inferiori a soglie predeterminate (in via di definizione mano mano che si procede con le verifiche di agibilità), per cui servono interventi di miglioramento sismico per il raggiungimento del 60% del livello sicurezza stabilito dalle NTC 2008 (previsti interventi strutturali minimi e verifica sismica intero edficio prima e dopo intervento). La terza procedura, che dovrebbe essere definita nei prossimi provvedimenti, riguarderà gli le cosiddette E pesanti, cioè i casi di abitazioni con danni gravi, i cui interventi richiederanno tempi più lunghi.

Alloggi per l'affitto. Il commissario delegato, su proposta dei Comuni, reperisce alloggi ad uso abitativo non utilizzati. I Comuni individuano i beneficiari con le modalità di cui all'ord.25: precedenza a chi è proprietario di case con danni gravi e non disponga di soluzione abitativa alternativa nella provincia di residenza o domicilio. Il beneficiario deve rinunciare alle altre opportunità (alberghi, moduli abitativi, ecc.). I sindaci emaneranno un bando per raccogliere le manifestazioni d'interesse e poi la graduatoria verrà stilata in base alla vicinanza degli alloggi ai rispettivi comuni di residenza, al numero di componenti per famiglia, presenza di disabili, anziani e minori e altre specifiche condizioni individuate dai sindaci. All'ord.25 è allegato uno schema di contratto-tipo per la locazione, stipulato tra tre soggetti: Comune-Acer, proprietario dell'immobile e assegnatario. La locazione potrà durare al massimo 18 mesi (altrimenti è prevista la maggiorazione del 20% del canone mensile e una penale giornaliera di 30 euro per l'assegnatario). Il canone mensile (determinato su base art.2, comma 3 legge 431/98, cioè sulla base di accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative) è a carico di Comuni e Acer. L'assicurazione e le spese condominiali sono a carico dell'inquilino. Gli oneri stimati sono di circa 25 mln di euro (ad oggi sono arrivate oltre 15.300 richieste per 40 mila persone coinvolte), nell'ipotesi di reperire 2 mila alloggi per 18 mesi. La misura coinvolgerà gli alloggi invenduti delle imprese di costruzione, che hanno collaborato attivamente: «Si tratta di offerte spontanee, – ci spiega Gabriele Buia, presidente dell'Ance Emilia Romagna – l'Ance ha stilato già da tempo un elenco di imprese associate che hanno avanzato proposte di alloggi disponibili ai Comuni. La disponibilità, però, è su ambito regionale, è impossibile trovare tutte le abitazioni nella zona del cratere, per cui molte famiglie dovranno spostarsi».

Altre soluzioni. Per quanto riguarda il rispristino degli alloggi ACER, di proprietà pubblica, consentirebbe il rientro di oltre 5.550 famiglie. Il piano casa prevede anche la realizzazione di "moduli temporanei rimovibili", sia in aree rurali (per chi svolge attività agricola in loco) che urbane (come soluzione residuale e solo nei comuni con alto numero di sfollati).
Si tratta, confermano dall'ufficio stampa della Regione, dei moduli temporanei e smontabili previsti dall'art.10 del Dl Sviluppo, destinati alle persone la cui abitazione ha subìto gravi danni (classificata «E» o «F») da utilizzare, sembrerebbe, solo come soluzione residuale, supponendo che le azioni precedenti siano sufficienti a soddisfare le esigenze abitative. Vista l'emergenza, l'affidamento degli interventi può essere disposto anche con le modalità della trattativa privata (art. 57 comma 6 del Codice Contratti) oltre che con gara pubblica, ed è ammessa la possibilità, in deroga al Codice, di affidare in subappalto le lavorazioni della categoria prevalente fino al 50%.


Ordinanza Municipi. Dopo scuole, case e aziende parte anche la ricostruzione dei municipi danneggiati, o addirittura crollati, a causa del terremoto di fine maggio. Il presidente
della regione e commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, ha firmato ieri l'ordinanza che dà il via libera al programma operativo per far rinascere le sedi dei comuni. Stanziati in totale 43,5 milioni di euro, di cui oltre 29 milioni utilizzati direttamente dalla struttura del commissario per la realizzazione di municipi temporanei e l'acquisto di prefabbricati (a questa singola voce sono destinati 1,2 milioni). I rimanenti 14,3 milioni saranno dati dalla regione come contributi ai singoli
comuni per la riparazione o la ricostruzione vera e propria delle sedi.
I comuni, si legge nell'ordinanza, devono ancora presentare le varie istanze riferite ai singoli interventi, quindi i contributi specifici per ogni ente locale non sono stati ancora assegnati.
Allo stesso modo, non é ancora definito il budget di spesa per il 2012. La presentazione delle perizie da parte dei comuni, che attestano la congruità economica degli interventi e per
l'assegnazione del contributo, deve avvenire entro il 21 settembre.
Nell'ordinanza di Errani é previsto anche che i comuni che hanno avuto esiti di agibilità A, B e C (quindi edifici temporaneamente o parzialmente inutilizzabili, ma recuperabili) possono «avviare interventi in grado di consentire il riutilizzo, attraverso la riparazione immediata, con
rafforzamento locale, delle sede municipali entro il 31 dicembre 2012».
Il commissario ravvisa infatti una «estrema urgenza di concludere la procedura, perché va garantita la continuità dell'azione amministrativa dei comuni, come pure numerosi uffici
comunali occupano provvisoriamente uffici scolastici che devono essere liberati entro l'avvio del nuovo anno scolastico».
Il programma operativo contiene dunque «gli interventi da attivare immediatamente per la riparazione delle strutture municipali e per la realizzazione degli interventi sostitutivi in
grado di assicurare il normale svolgimento dell'attività tecnica e amministrativa dei comuni, impegnati in prima linea nell'attività di assistenza alla popolazione e di ricostruzione post-sisma».


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