Città e Urbanistica

Riconosciuto un maggior danno nelle città lombarde, in Emilia 161 milioni

Fabiana Calsolaro

La tranche di 174 milioni di fondi straordinari per il terremoto è stata ripartita tra Emilia Romagna, Lombardia e Veneto riconoscendo alle città lombarde una quota più ampia di quella inizialmente adottata per la ripartizione dei fondi ordinari

Risorse aggiuntive per i comuni Mantovani colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio. Dopo un incontro tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, il capo della Protezione civile Franco Gabrielli e i rappresentanti delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, si è deciso infatti di ripartire i 174 milioni di fondi straordinari assegnando il 7,1% alla Lombardia, lo 0,4% al Veneto e il resto all'Emilia Romagna.

Si tratta di 100 milioni per il sostegno alle imprese danneggiate dal sisma per la riparazione e ricostruzione degli impianti e il ripristino delle scorte, e 74 milioni per interventi di messa in sicurezza, anche attraverso la ricostruzione dei capannoni e degli impianti industriali danneggiati.


«Fondi - spiega l'assessore regionale Carlo Maccari, subcommissario per il terremoto in Lombardia - che derivano dal rientro dei fondi Fas e dall'Inail». Alla Lombardia spetterà il 7,1%, ovvero circa 12,3 milioni di euro.

«È finalmente emerso in modo chiaro - aggiunge Maccari - che l'iniziale ripartizione dei fondi per la ricostruzione, che assegnava alla Lombardia una percentuale del 4%, non corrisponde alla reale situazione». Il riferimento di Maccari è alla ripartizione della prima tranche dei fondi ordinari, stanziati con il Dl 74 (convertito nella legge 122/2012), cioè 500 milioni per il 2012 su un totale di 2,5 miliardi. Tale ripartizione assegnava all'Emilia il 95%, al Veneto l'1% e alla Lombardia il 4 per cento.

La Lombardia, che aveva subito definito squilibrata tale suddivisione, aveva chiesto e ottenuto l'adozione del criterio del danno effettivo. E così, con il successivo Dpcm attuativo del 4 luglio, è stato precisato (articolo 2) che per il 2013 e 2014 la ripartizione sarà rideterminata dopo la definitiva valutazione dei danni da parte delle Regioni, anche eventualmente con conguaglio della quota per il 2012.

Dopo avere affermato il principio di un maggiore danno subito, le città della Lombardia si vedono conseguentemente riconoscere una maggiore quota di fondi in occasione della ripartizione di questa quota di 174 milioni che, a differenza dei fondi ordinari in più tranche, non avrebbe potuto essere rimodulata in sede di conquaglio.

«Ricordo - ha aggiunto Maccari - che ad oggi la stima ufficiale dei danni inviata all'UE per la richiesta di attivazione del fondo di solidarietà è di circa 950 mln per la Lombardia su 13,5 mld complessivi, cioè oltre il 7%. Inoltre, la legge istitutiva del sisma parla di criteri di equità e parità di trattamento per i cittadini, per cui se poi il danno certificato in Lombardia risulterà essere dell'8% si ripartirà in base al bisogno effettivo».


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