Città e Urbanistica

Emilia Romagna, servono risorse complessive per 8 miliardi di euro

Fabiana Calsolaro

Si lavora a un emendamento al Dl sulla Spending review che attivi prestiti per 6 miliardi di euro da Cassa Depositi, con copertura a carico dello Stato

Potrebbero lievitare fino a 8 miliardi di euro i fondi destinati alla ricostruzione nei territori dell'Emilia, Lombardia e Veneto colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio.

Oltre infatti ai 2,5 miliardi stanziati dal Dl 74/6 giugno 2012 (500 milioni per quest'anno e 1mld per ciascuno degli anni 2013 e 2014) e ai 700 milioni di risorse di altra provenienza (Inail e Unione europea), potrebbe concretizzarsi un prestito di 6 miliardi di euro dalla Cassa depositi e prestiti allo Stato. È il contenuto dell'emendamento al decreto sulla spending review proposto dal commissario per la ricostruzione e presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, da presentare alla Commissione bilancio.

«La questione dovrà essere risolta, la prossima settimana, - ha annunciato Errani all'incontro con i sindaci dei Comuni colpiti dal sisma – all'interno del decreto di revisione di spesa con un intervento che, in una relazione tra Cassa depositi e prestiti, lo Stato e le banche, consenta per un valore complessivo di 6 miliardi di euro di riconoscere i danni sia per le abitazioni civile sia per le imprese».

Fondi necessari a garantire la copertura degli interventi sugli edifici (case e imprese) danneggiati dal terremoto, laddove, in base alle stime dei danni, le risorse stanziate inizialmente non sarebbero state sufficienti, come dichiarava qualche giorno fa Gabriele Buia, presidente Ance regionale, a Edilizia e Territorio: «Tra zone industriali e residenziali stimiamo, insieme a Confindustria, danni per circa 7 mld di euro».

Anche l'assessore regionale e subcommissario per il terremoto, Giancarlo Muzzarelli, aveva già anticipato ai nostro microfoni: «Non v'è dubbio che l'entità dei danni è di molto superiore, per cui dovremo avere altre risposte dall'esecutivo nazionale, per le imprese, le case e il ripristino dei centri abitati i beni storici e culturali, le infrastrutture e così via. Il Presidente Errani è già al lavoro anche su questo fronte decisivo».

Le prime due rate (ciascuna di circa 500 milioni di euro) del prestito verrebbero coperte attingendo ai fondi già stanziati con il Dl 74, 2,5 miliardi. Le rate successive se le accollerebbe lo Stato nei prossimi anni. Si arriva così ad un totale di foni disponibili che ammonta a 8,2 miliardi.

Il meccanismo di accesso ai fondi sarà molto semplice: cittadini e imprenditori danneggiati che devono ricostruire le proprie case o aziende potranno accedere aprendo un conto (senza spese) nelle banche convenzionate. Saranno le banche, poi, a coprire le fatture delle spese dei lavori, saldandole ad ogni stato di avanzamento lavori. Tutto questo sarà operativo dal gennaio 2013, ma Errani spiega che si sta studiando con le banche un sistema di anticipazione dei soldi. L'obiettivo, infatti, é che chi ha danni lievi (case B e C) possa rientrare in casa prima dell'inverno.


IL PIANO CASA DI TRANSIZIONE


All'ordine del giorno dell'incontro con i sindaci emiliani anche una prima valutazione sul ‘piano casa' da attuare nella fase di transizione dall'emergenza alla ricostruzione (che sarà dettagliato da una serie di ordinanze del Commissario), da realizzare in quattro step fondamentali:


1 - Il Cas, contributo di autonoma sistemazione: il tetto massimo di contributo per famiglia è di 800 euro, che scadrà quando ci siano le condizioni per il rientro nell'abitazione. Nei casi classificati B e C (danni lievi) il beneficiario del contributo deve dimostrare che avvia i lavori in tempi ragionevoli.


2 - Gli alloggi agibili sfitti: la ricognizione e le assegnazioni sono in capo ai Comuni. Un'ordinanza del Commissario conterrà il contratto tipo e le priorità per le assegnazioni, lasciando un margine importante di flessibilità ai sindaci. Il canone è a carico del pubblico, l'assicurazione e le spese condominiali sono a carico dell'inquilino.


3 – Priorità sistemazione edifici lievemente danneggiati, ovvero classificati in categoria B e C, per accelerare il rientro a casa delle famiglie. Il costo di riparazione è coperto all'80%.


4 - I moduli abitativi temporanei e smontabili (art.13-bis del Decreto Sviluppo) il cui numero dipende dal combinato disposto dei risultati delle azioni precendeti (riparazione, Cas e alloggi agibili sfitti). A breve dovrebbe arrivare un bando e contestualmente la predisposizione delle aree.


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