Città e Urbanistica

Ciaccia: «Diremo sì solo a progetti con tutte le autorizzazioni, a ottobre i primi cantieri»

Giorgio Santilli

Riparte idealmente là dove aveva fallito il piano casa. «Quel piano non ha avuto fortuna proprio a causa dei livelli sovrapposti e conflittuali di Governo fra ministeri, Regioni e comuni. Ministeri uno contro l'altro, Stato contro Regioni, Regioni contro comuni: un errore che in passato ha frenato anche altri programmi di riqualificazione urbana e che noi abbiamo voluto assolutamente evitare. Da qui nasce l'idea della cabina di regìa che avrà un compito di coordinamento generale ma funzionerà anche da commissione giudicatrice delle proposte avanzate dai comuni».
Il viceministro alle Infrastrutture, Mario Ciaccia, è riconosciuto come il padre del «piano città» contenuto nel decreto legge sviluppo e destinato a decollare nel giro di dieci giorni. «La prossima settimana - dice - firmerò il decreto che definisce il funzionamento della cabina di regìa, già avviata informalmente da qualche settimana, e i criteri di selezione delle proposte avanzate».

Uno dei punti delicati sarà il ruolo dell'Anci che ha già selezionato una serie di progetti.
A me sembra naturale che l'Anci abbia un ruolo: sarà quello di primo filtro delle proposte.
Ma sarà una gara vera o no?
Gara informale e procedura semplice, ma rispetterà i criteri che ci daremo e farà un lavoro trasparente. Nessun compenso o gettone ai partecipanti che saranno rappresentanti di tutti i ministeri interessati, dell'Agenzia del Demanio, della Cassa depositi e prestiti e del suo Fondo investimenti per l'Abitare, della sgr del ministero dell'Economia, delle Regioni, dei Comuni.
Le autonomie territoriali reclamano un peso maggiore nella composizione.
Questa esigenza sarà colta dando un peso diverso alla capacità di voto di ciascun rappresentante. Le autonomie territoriali così conteranno di più.
Quali sono i criteri con cui selezionerete i progetti?
Cantierabilità, anzitutto, perché dobbiamo partire subito. I progetti saranno ammessi solo se avranno tutte le autorizzazioni già pronte. Io spero che già a ottobre apriremo i primi cantieri. Gli altri criteri saranno: effetti prodotti sul territorio, recupero del patrimonio abitativo, dimensioni del progetto, partecipazione finanziaria delle realtà locali.
Che rapporto ci sarà fra comune e cabina di regìa nel momento in cui un progetto viene scelto?
Cabina di regìa e Comune firmeranno un contratto di valorizzazione urbanistica che sarà l'atto fondamentale di questo processo.
Che cosa conterrà?
Il timing, le prescrizioni progettuali e architettoniche, la premialità per chi raggiunge certi obiettivi.
Quanti progetti pensa saranno approvati con questa prima tranche?
È presto per fare un numero.
Ci dia un ordine di grandezza, almeno: cinque progetti, cinquanta progetti, cinquecento progetti...
Siamo nell'ordine di alcune decine di progetti.
Parliamo dei fondi. Si parte dai vostri 220 milioni, mai parla di due miliardi.
I 220 milioni ci sono, li ho recuperati io dai fondi non spesi del ministero. Altri partecipanti sicuri al progetto sono i 100 milioni di fondi per l'efficientamento energetico delle scuole e 1,6 miliardi del Fondo investimenti per l'Abitare di Cassa depositi e prestiti. I due miliardi nascono dalla capacità di aggregare queste risorse.
Quindi dalla capacità di scegliere progetti che abbiano anche questi finanziamenti.
Esatto, ma le aggiungo un'altra cosa. In questo bel salvadanaio dovremmo mettere anche, sul lato dei comuni, la moneta urbanistica perché ci aspettiamo di facilitare cambi di destinazione d'uso, progetti di nuova viabilità, interventi abitativi, nuove forme di partnership pubblico-privato.


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