Città e Urbanistica

Piano città/i progetti. Torino chiede aiuti per il quadrante nord

Maria Chiara Voci

Il Comune chiederà 25-30 milioni per social housing, recupero edifici ex Iacp, opere pubbliche

Si concentrano tutte sull'area Nord le aspettative di Torino nella partita dei co-finanziamenti in arrivo con il Piano città. La giunta Fassino, che proprio sul quadrante Nordest del tessuto urbano, con la variante 200, sta ponendo le basi per la più consistente operazione di restyling sotto la Mole dei prossimi 20 anni, guarda in direzione di Milano anche per utilizzare le eventuali risorse in arrivo da Roma.
Il dossier di pre-candidatura è stato depositato la scorsa settimana. «All'interno – spiega Ilda Curti, assessore all'Urbanistica – ci sono alcune proposte di intervento per il completamento del quartiere della Falchera, sia nella zona storica e consolidata, sia in quella di più recente edificazione». Le azioni sono miste e, per il momento, tarate su progetti di iniziativa pubblica, anche se non si esclude la discesa in campo di privati o fondazioni bancarie. Si va dalla manutenzione e riqualificazione energetica delle palazzine popolari dell'Atc al recupero di alcuni immobili in piazza Astengo, alla realizzazione di insediamenti di social housing fino al ridisegno della viabilità, con un secondo accesso alla zona e il collegamento verso la stazione Stura, sul passante ferroviario, e con l'area di corso Romania, anch'essa al centro di un piano di rilancio. L'ammontare complessivo dei lavori si aggira fra i 25 e i 30 milioni.
«La proposta che abbiamo avanzato – conclude Curti – è tarata sulla falsariga delle esperienze Urban Italia, con l'integrazione di più azioni sotto un unico cappello. Grazie al Piano città ci auguriamo di poter far procedere e decollare rapidamente una serie di opere che, altrimenti, saremmo costretti a realizzare spot, in tempi differenti. Si tratta, comunque, di lavori tutti cantierabili».


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