Città e Urbanistica

Piano città/i progetti. I piccoli comuni campani tentano di sostituire i fondi Ue

Brunella Giugliano

I centri medi e piccoli provano a usare il piano città per sopperire alla riprogrammazione voluta dal Ministro Barca, che ha tagliato i co-finanziamenti nazionali

Puntare sul Piano Città per fronteggiare la riduzione dei cofinanziamenti statali nell'ambito dei Piu Europa, i Programmi integrati urbani per la riqualificazione delle città medie della Campania da realizzare con fondi Por Fesr 2007-2013. E' questa la regia ideata dall'Anci Campania che ha invitato le diciannove amministrazioni comunali con popolazione superiore ai 50mila abitanti a candidarsi per ricevere i finanziamenti governativi necessari per completare i piani, già in avanzata fase di progettazione e pronti per partire. «A seguito dell'accordo tra Regione Campania e Ministero per la Coesione territoriale, che prevede l'attuazione del Piano di Azione e Coesione attraverso la rimodulazione dei fondi strutturali - spiega il direttore dell'Anci Campania, Pasquale Granata- è stata stabilita una riduzione del cofinanziamento statale di circa il 30% sulle risorse del Fesr, che ha coinvolto anche l'Asse 6, quello che comprende, appunto, le città medie. In attesa della riprogrammazione dei fondi, abbiamo suggerito ai comuni che hanno predisposto i Piu Europa di approfittare del Piano Città per chiedere risorse per quegli interventi strategici che erano rimasti scoperti e che sono considerati immediatamente cantierabili. I comuni hanno subito aderito all'iniziativa».
Ed è proprio questa la ratio che ha mosso le quattro amministrazioni municipali (oltre Napoli) che hanno già presentato candidatura all'Anci per accedere ai finanziamenti statali.

E' il caso di Caserta, che ha chiesto un contributo di 16,5 milioni per quattro opere infrastrutturali: la riqualificazione del Borgo medievale di Caserta vecchia, con la pedonalizzazione di tutta l'area storica e una nuova pavimentazione; la riconversione del percorso tra la Reggia e il Borgo di San Leucio, allo scopo di favorire sia il passaggio pedonale dei turisti sia il traffico con navette; gli interventi di nuova illuminazione per viale Carlo III, l'arteria che rappresenta la porta principale d'accesso alla città; la realizzazione della Variante di San Leucio, un sistema di collegamento tra la piana di Caiazzo e il centro abitato cittadino. «Si tratta degli ultimi quattro interventi che figuravano nell'elenco delle azioni previste dal Piu Europa- spiega Maurizio Mazzotti, dirigente del settore Pianificazione, programmazione e assetto del territorio- e che non avevano avuto copertura economica. Il programma complessivo prevede investimenti per 40 milioni.».

Il comune di Scafati (Salerno), invece, tra i primi ad inviare la propria candidatura all'Anci, ha presentato un progetto per la realizzazione dell'Urban Center all'interno dell'ex Manifattura Tabacchi, uno degli interventi portanti del Piu Europa cittadino. In un'area di circa 20.600 metri quadrati, verranno costruiti nuovi edifici a destinazione polivalente che ospiteranno uffici pubblici e privati, un Centro culturale con biblioteca annessa, un ostello, spazi per la ristorazione e il commercio, una palestra e un parcheggio coperto. Il costo complessivo è di 23 milioni di cui 1,6 di fondi europei e 12,5 da risorse private. E' richiesto un finanziamento nell'ambito del Piano Città pari a 8,7 milioni. «Abbiamo scelto questo intervento- spiega Maria Gabriella Camera, Dirigente dell'area servizi per il Territorio- perché è quello in fase più avanzata. Il progetto definitivo, infatti, realizzato da Giugiaro Architettura Srl a seguito di un concorso di idee bandito nel 2009, ha ottenuto già tutti i pareri. Appena avremo la certezza del finanziamento, metteremo a gara la progettazione esecutiva e i lavori».

Cinque interventi per un totale di 21,6 milioni per il comune di Afragola (Napoli). Si tratta, in particolare, della realizzazione del Parco Didattico-Educativo, un'area verde attrezzata per lo svago, le attività sportive, l'educazione ambientale e la sperimentazione botanica; la Piazza del Mercato, per attività commerciali ed espositive all'aperto; la costruzione di due scuole materne in via delle Marche e in via Trieste e Trento e quella di una struttura per il mercato settimanale in località Corso Italia. «Tutti gli interventi- spiegano dall'ufficio tecnico- sono già approvati e ampliamente rispondenti alla strategia di sviluppo del territorio, ma non finanziati nell'ambito del Piu Europa. Se le risorse non dovessero arrivare potremmo anche considerare di far entrare nel programma i privati. L'importante è partire il prima possibile. I progetti sono tutti cantierabili».

Un po' diverso il caso del comune di Castellammare di Stabia (Napoli). L'amministrazione, infatti, nella propria candidatura ha previsto un intervento che è solo in parte inserito nel Piu Europa (per il 30%) e che riguarda la riconversione dell'area portuale commerciale in Stazione Marittima con annessa ricostituzione del waterfront. «Si tratta del momento conclusivo di un più ampio progetto già posto in essere dal comune e relativo alla rigenerazione urbana del tratto costiero comunale- spiega Francesco Di Somma, assessore all'Urbanistica- Il Piu Europa, infatti, riguardava soltanto la riqualificazione del tratto terminale dell'area della litoranea, per una spesa di 5 milioni. Ci abbiamo aggiunto anche la realizzazione del Polo Crocieristico». Il costo totale dell'intervento è pari a 23 milioni e l'amministrazione stabiese conta di reperire il 60% delle risorse dal Piano Città e il restante 40% dai privati.


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