Città e Urbanistica

Piano città/i progetti. Milano cerca risorse per le bonifiche di Bovisa e Porto di Mare

Massimiliano Carbonaro


Il Comune di Milano nella corsa per aggiudicarsi i finanziamenti che il Piano città metterà in campo (regolamenti e dettagli mancano ancora), cala i suoi assi con due maxi aree da tempo alla ricerca di nuova linfa e nuove idee per risolvere il problema della loro riqualificazione, più un ulteriore intervento molto mirato di recupero di una struttura scolastica oramai inadeguata. Per questo nei giorni scorsi l'amministrazione meneghina ha approvato in Giunta una delibera che avvia la procedura per partecipare al nuovo strumento nazionale di intervento urbano.

La deliberà riaccende i riflettori sulle aree di Porto di Mare e di Bovisa Gasometri a cui è stato affiancato un edificio in via Magreglio che attualmente ospita una scuola elementare. Sono stati presi in considerazione tre ambiti urbani che per le dimensioni e la rilevanza necessitano di una riqualificazione articolata su più livelli.

In particolare Porto di Mare si estende per 1,181 milioni di mq di superficie nella parte Sud-Est di Milano, mentre Bovisa è un comparto da 870mila mq nel quadrante Nord-Ovest. Si tratta di due ambiti su cui da lunghissimo tempo l'amministrazione meneghina sta provando ad intervenire senza successo: "Il piano città è un'opportunità – ha commentato l'assessore all'urbanistica del Comune di Milano, Lucia Ada De Cesaris – sperando che le risorse possano arrivare, rappresenta comunque un'occasione per la città per mettere in campo nuove idee, che comunque possono rappresentare importanti occasioni per il rinnovamento del territorio". A rendere più solida questa strada contribuisce l'approvazione definitiva del nuovo strumento urbanistico, il Pgt, dello scorso maggio. Nel dettaglio forse il problema maggiore è legato all'intervento di Bovisa perché vede una pletora di proprietari ma soprattutto perché si tratta di un'area che necessita di grandi bonifiche.


Rilanciare il polo dello sviluppo. L'area Gasometri appare come una grande goccia inclusa dalla ferrovia. Di rompere questo isolamento si è cominciato a parlare negli anni Novanta quando si insediò il Politecnico trasferendovi parte della ricerca e della didattica legati ad ingegneria. Una crescita dell'ateneo in questo contesto è sempre stata auspicata ma ogni discorso si è arenato davanti a costi di bonifica dei suoli stimati per approssimativamente 60 milioni di euro. Il principale proprietario risulta il Comune con 300mila mq affiancato dal Politecnico con altri 180mila mq, poi sono presenti operatori come Euromilano ed Esselunga. Il Pgt individua nell'area Bovisa l'ampliamento del campus universitario e la realizzazione di un parco scientifico per le start-up di nuove imprese. A questo si aggiunge la realizzazione di un quartiere residenziale soprattutto legato alla offerta per gli studenti, uffici e commerciale per un totale di oltre 478mila mq di slp. Un altro dei temi caldi dell'intervento riguarda l'investimento infrastrutturale per rendere l'area accessibile stimato almeno in 30 milioni. L'obiettivo del Comune è di raccogliere le risorse in gioco per il Piano città, un finanziamento pari a 5,3 milioni del ministero dell'Ambiente per le bonifiche e ulteriori 12 milioni di euro relativi alla contropartita dell'università per l'acquisizione dell'area per avviare un circolo virtuoso di risorse con cui far partire le bonifiche su almeno un lotto e stimolare la trasformazione del comparto: si stimano valori in campo per almeno 200 milioni, ma saranno ben di più con gli eventuali investimenti privati.

Housing e sport per Porto di Mare. Le difficoltà principali legate al recupero di questo ambito riguardano l'individuazione dei privati che ci vogliano credere: l'area a breve sarà totalmente di proprietà del Comune ma poi bisognerà trovare gli investitori. Si tratta di una ex discarica che rappresenta un'emergenza per il degrado e l'inquinamento anche se le stime sono inferiori a quelli della Bovisa: 10 milioni (salvo sorprese). Ed in realtà ci sono già soggetti interessati alla finestra e legati alle attrezzature sportive esistenti nella zona. L'ipotesi di rigenerazione messa in campo dal Comune prevede una slp di 128mila mq e immagina a fianco alle attività sportive un contesto in cui si sviluppi l'edilizia residenziale a prezzi calmierati e attività commerciali per un investimento di 220 milioni di euro.

Per una scuola ecocompatibile. L'intervento di via Magreglio prevede la riqualificazione di una scuola elementare risalente agli anni Sessanta e la realizzazione di un nuovo edificio sempre dedicato alle attività scolastiche e sportive. La scelta del comunale prevede un investimento da 10 milioni di euro per una struttura innovativa per tecnologie e consumi.


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