Città e Urbanistica

Approvato il piano regolatore portuale di Napoli, partono interventi per 345 milioni

Brunella Giugliano

Il Governatore Caldoro: «Possono partire investimenti complessivi per 1,3 miliardi di euro»

Il Porto di Napoli ha un nuovo piano regolatore. Il Comitato portuale, presieduto da Luciano Dassatti, ha dato il via libera alle modifiche del documento di pianificazione dello scalo partenopeo, in itinere dal 2000, aggiornando una precedente versione già approvata dal Consiglio comunale di Napoli nel 2002 e dal Consiglio Superiore dei Lavori pubblici nel 2004.

Si tratta di un nuovo assetto che recepisce le linee strategiche di sviluppo e gli interventi infrastrutturali previsti dal "Grande Progetto Logistica e Porti", il piano da 345 milioni promosso dalla Regione Campania con il contributo della Provincia e del Comune di Napoli, della Camera di Commercio, dell'Unione degli industriali, dei principali operatori del settore e della stessa Autorità portuale. Finanziato con fondi europei del Por Fesr 2007-2013, l'intervento è già stato approvato da Bruxelles ad ottobre scorso.

Il piano regolatore del porto, in particolare, ha un orizzonte temporale di sviluppo di trent'anni e assume una valenza strategica non solo perché consentirà la cantierabilità di molti degli interventi del Grande Progetto, ma soprattutto perché prevede un radicale riordino dell'intero sistema portuale. Con la nuova pianificazione, infatti, lo scalo partenopeo viene suddiviso in quattro macro aree funzionali, da ponente a levante, prevedendo anche la definitiva delocalizzazione degli approdi delle navi che trasportano combustibili all'esterno della diga foranea. Una prima zona, dal molo San Vincenzo al molo Carmine, sarà dedicata ai collegamenti con le isole e al traffico crocieristico, con un aumento degli ormeggi disponibili. L'area dei cantieri (dal molo Carmine a quello Vittorio Emanuele) concentrerà tutte le attività destinate agli stabilimenti e alle riparazioni navali, operazioni che non potranno più essere esercitate in altre parti del porto. La zona dei pontili (dal molo Vittorio Emanuele alla calata Granili), invece, ospiterà il traffico merci e quello Ro.Ro. alleggerendo la zona a ridosso di piazza Municipio. Infine l'area delle darsene orientali, con il tombamento del terminal petroli e di quello già previsto a levante, formerà un grande terminal contenitori con una banchina dalla lunghezza superiore a 1,2 chilometri.

«Il nuovo strumento di regolamentazione- commenta il Governatore della Campania, Stefano Caldoro- potrebbe portare al rilancio di tantissime iniziative, per un valore complessivo stimato in 1,3 miliardi ed una ricaduta occupazionale di oltre 40 mila unità». Tra gli interventi previsti dal Grande Progetto, confermati con la modifica al piano regolatore del porto, rientrano le azioni di efficientamento energetico dello scalo, la creazione di un nuovo terminal per le autostrade del mare, l'estensione delle attività di cantieristica navale a calata Marinella, l'eliminazione della darsena prevista all'interno del molo San Vincenzo, l'ampliamento dell'area commerciale e l'inserimento dei pontili a mare presso la calata Beverello.


© RIPRODUZIONE RISERVATA