Città e Urbanistica

La giunta approva la manovra per ricavare nuovi alloggi sociali a costo zero

Brunella Giugliano

Le residenze dovrebbero essere realizzate da privati e una quota del 15-20% dovrà essere ceduto al comune per destinarlo alle categorie svantaggiate

Nuove strategie per potenziare l'offerta abitativa in città. La Giunta comunale di Napoli ha approvato la delibera di proposta al Consiglio per una variante normativa al Piano Regolatore, allo scopo di incrementare il numero di alloggi sul territorio cittadino. In tutto circa 20 mila nuovi vani, per un totale di 7.000 abitazioni, che si aggiungono ai 50mila già previsti nel Prg varato nel 2004.

Le nuove case - come spiega larelazione che accompagna la delibera - saranno realizzate soprattutto dai privati, ma sarà il Comune a dettare le condizioni: almeno il 15-20% delle nuove edificazioni dovrà essere ceduta in proprietà all'amministrazione, che ne gestirà l'assegnazione alle categorie svantaggiate: giovani coppie, cittadini in condizioni particolari di disagio, nuclei familiari monocomponenti, studenti. Non mancherà l'iniziativa pubblica con interventi di riqualificazione dei quartieri Iacp e quelli in dotazione al patrimonio comunale.

«La manovra – spiega l'assessore all'urbanistica, Luigi De Falco - è articolata su due azioni sostanziali: l'azione privata, con effetti vantaggiosi per il Comune che vedrà incrementato il proprio patrimonio, a costo zero, di nuovi alloggi pubblici che i privati dovranno cedere come moneta urbanistica nella quantità che il Consiglio comunale sarà chiamato a stabilire. Ad essa si associa l'azione pubblica sui quartieri Iacp e quelli comunali. La decisione richiederà un forte coinvolgimento della città e la più larga partecipazione delle associazioni».

Le aree di intervento riguardano l'intero territorio cittadino: Napoli est, Bagnoli, Soccavo Pianura e l'area nord saranno i quartieri più interessati. Gli incrementi escluderanno il centro storico, le zone già saturate dall'edificazione postbellica, le aree agricole e quelle a parco territoriale e riguarderanno circa 9 milioni di metri quadrati di territorio attualmente occupato da insediamenti produttivi dismessi o in via di dismissione e che saranno riconvertiti in nuove attività produttive di beni e servizi con una quota (non prevalente) di residenze, che sarà rideterminata dalla variante.

«Zero consumo di suolo, quindi – continua De Falco - ma anche una riduzione delle volumetrie previste dal Prg stimabile intorno al 10%, in quanto le nuove residenze richiedono minori altezze rispetto al terziario». La decisione dell'amministrazione, in particolare, non comporta alcuna modifica della zonizzazione del Prg, ma si limita a incidere sulla sua normativa. Negli ambiti di trasformazione già individuati dal Piano risulterà incrementata la dotazione pro capite di attrezzature pubbliche, quali asili nido, aree di ritrovo e parchi. La loro quantità, infatti, resta dimensionata alle funzioni terziarie che richiedono maggior estensione di spazi rispetto alle residenze.

«È la risposta dell'amministrazione comunale alle norme che introducono procedure derogatorie alle regole della pianificazione urbanistica - conclude l'assessore -. Alle leggi regionali che sottraggono ai Consigli comunali la competenza delle funzioni di governo del territorio, Napoli risponde con una manovra che la giunta decide di sottoporre al Consiglio. Potevamo decidere in giunta, come ci avrebbe consentito la legge regionale, invece abbiamo scelto il percorso più difficile ma più democratico».


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