Città e Urbanistica

Accordo Bologna-ministero dell'Istruzione: nuove scuole con fondi immobiliari e project financing

Lorenzo Bordoni

Previsto il rinnovamento di 12 strutture in ambiti della città già individuati. l'impegno economico è di 35 milioni di euro

Trentacinque milioni di euro per potenziare le strutture scolastiche bolognesi. Il protocollo d'intesa siglato tra Comune e ministero dell'Istruzione è un progetto pilota che punta alla riqualificazione o alla costruzione ex novo di 12 strutture del capoluogo emiliano utilizzando principalmente progetti pubblico-privato.

L'operazione è ancora ai blocchi di partenza ma sono state già individuate con esattezza le aree su cui intervenire e l'entità degli investimenti necessari. Sei gli interventi di ammodernamento, per 6,85 milioni di euro: interessati i quartieri porto (scuola secondaria e primaria ex Dante Alighieri), San Donato (scuola dell'infanzia Rocca), Santo Stefano (completamento ex Carducci in via d'Azeglio), Saragozza (scuola dell'infanzia Gobetti), Savena (scuola media Guercino) e Navile (scuola primaria e dell'infanzia Federzoni).

Altrettante le nuove costruzioni previste, per 27,7 milioni: una scuola primaria, dell'infanzia e nido nell'area dell'ex mercato al Navile, la nuova scuola dell'infanzia Tempesta nel quartiere San Vitale, scuola primaria e secondaria Carracci in zona Saragozza, scuola dell'infanzia Giardini margherita a Santo Stefano, scuola media Guercino (nuovo edificio per l'ampliamento o nuova scuola) e una nuova scuola per dell'infanzia nel quartiere Savena.

Ancora da definire invece i metodi di finanziamento: «Ci sono varie modalità che stiamo esaminando come i fondi immobiliari specializzati o altri veicoli con partnership pubblico – privato», spiega il direttore generale del Comune, Giacomo Capuzzimati. Nel protocollo si parla infatti di interventi che saranno realizzati «mediante il coinvolgimento di capitali pubblici e privati». In particolare, l'Ente emiliano «promuoverà la costituzione di fondi immobiliari, l'utilizzo di strumenti finanziari innovativi e la conclusione di contratti di partenariato tra pubblico e privato, come ad esempio la concessione di costruzione e gestione, il project financing e il contratto di disponibilità».

Ci sarà poi anche la possibilità di ricevere fondi ministeriali, ma su questo punto ancora non ci sono accordi definiti. Lo scopo, comunque, è quello di «ammodernare e recuperare il patrimonio immobiliare scolastico esistente e costruire nuovi edifici dotati di architetture interne innovative, capaci di sostenere i processi di digitalizzazione delle scuole e della didattica», senza dimenticare il miglioramento energetico e l'adeguamento antisismico.

«L'intervento è importante – aggiunge Capuzzimati – perché si tratta del primo protocollo di questo tipo in Italia». Si basa sull'articolo 53 del decreto legge 9/2012 (convertito in legge il 4 aprile 2012) che prevede un piano nazionale di edilizia scolastica da sviluppare su indicazione degli enti locali (Regioni, Province, Comuni). Per poter accedere ai finanziamenti è quindi fondamentale segnalare le strutture che necessitano di interventi e un piano adeguato per realizzarli.


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