Città e Urbanistica

Lo stop alla Elios di Piacenza è arrivato dopo la segnalazione della prefettura di Milano

Massimiliano Carbonaro

L'Expo 2015 comincia a fare concretamente i conti con i tentativi di infiltrazione mafiosa. È stata infatti revocata l'autorizzazione al subappalto concessa all'impresa Elios di Piacenza attualmente all'opera all'interno del grande cantiere per la risoluzione delle interferenze e preparazione del sito espositivo.

È stato il primo grande appalto aggiudicato per l'Expo, si tratta dei lavori legati alla rimozione delle interferenze sul milione di mq che ospiteranno la manifestazione meneghina. La gara aveva un valore di 90,4 milioni di euro come importo base ed è stato aggiudicato con il 42,8% di sconto alla Cmc di Ravenna nell'ottobre del 2011. Nell'elenco delle imprese subappaltatrici capeggia la Elios a cui però è stato revocata l'autorizzazione al subappalto: un provvedimento da parte di Expo in linea con i protocolli sicurezza siglati nei mesi scorsi.

A questa soluzione si è giunti in seguito alla segnalazione della Prefettura di Milano. Nel dettaglio fanno sapere dalla società chiamata ad organizzare l'evento internazionale, che «pur non evidenziando tentativi di infiltrazione mafiosa, l'informativa ha indicato elementi suscettibili di valutazione sotto il profilo dei requisiti soggettivi dell'impresa subappaltatrice e tali da pregiudicare il rapporto fiduciario tra Expo 2015 S.p.A. e l'impresa».

In seguito a questa valutazione è arrivato lo stop per Elios avvalendosi delle facoltà discrezionali previste dal Protocollo di legalità sottoscritto lo scorso febbraio con la Prefettura. La Cmc non vuole commentare la situazione, ma da Expo fanno sapere che la decisione non pregiudicherà le tempistiche che prevedono circa 700 giorni per il completamento dell'intervento.


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