Città e Urbanistica

Un miliardo per la ricostruzione: si sbloccano i fondi per l'Emilia Romagna e l'Aquila

Fabiana Calsolaro

Ripartiti i primi 500 milioni per il sisma dello scorso maggio. Per il ripristino degli edifici privati copertura limitata all'80% (per il terremoto in Abruzzo era stata prevista una copertura totale). All'Aquila vanno altri 539 milioni per il 2012

Oltre un miliardo di euro per la ricostruzione dei territori colpiti da sisma: 539 milioni per L'Aquila e 500 per Emilia, Lombardia e Veneto (anche se il grosso dei fondi, almeno per il 2012, toccherà all'Emilia). Per L'Aquila si tratta della terza tranche dei 3.955 milioni stanziati per l'Abruzzo con delibera Cipe 35/2009. Via libera, non senza polemiche, anche alla ripartizione dei primi fondi per la ricostruzione dei territori dell'Emilia, Lombardia e Veneto colpiti dagli eventi sismici del 20 e 29 maggio. Del riparto si occupa il Dpcm pubblicato sulla «Gazzetta» del 6 luglio scorso.

RIPARTIZIONE TRA LE POLEMICHE IN EMILIA
Il Dl 74/2012 ha stanziato 2,5 miliardi per la ricostruzione (500 milioni per il 2012 e un miliardo per ciascuno degli anni 2013 e 2014). Il decreto che istituisce il Fondo per la ricostruzione, approvato nei giorni scorsi, all'articolo 1 ripartisce la prima tranche di 500 milioni per il 2012: il 95% all'Emilia Romagna (475 mln), il 4% alla Lombardia (20 mln) e il restante 1% al Veneto (5 mln). L'articolo 2 precisa che per il 2013 e 2014 la ripartizione sarà rideterminata dopo la definitiva valutazione dei danni da parte delle Regioni, anche eventualmente con conguaglio della quota per il 2012.

Subito, infatti, si era levata la protesta della Lombardia su percentuali che si temeva definitive: «Considerando che la provincia di Mantova ha 14 Comuni danneggiati sui 51 del cratere sismico – ci spiega Carlo Maccari, assessore regionale e subcommissario per il Terremoto in Lombardia – e che si sale a 34 contando i Comuni che hanno segnalato danni, è ovvio che la ripartizione 95 a 4 non era equilibrata. Per questo avevamo chiesto di adottare il criterio dei danni e non quello fuorviante degli sfollati: in Lombardia siamo riusciti a far rientrare in sicurezza nelle proprie abitazioni circa duemila sfollati su 2.550, mentre in Emilia, come spiegano gli stessi sindaci, non si riesce ancora a svuotare i campi nonostante le abitazioni agibili. Parlando di danni, noi stimiamo che per la Lombardia sia reale una stima di 600 milioni, fatta attraverso la raccolta schede danni della Protezione civile abbastanza dettagliate e precise. Quindi la ripartizione, se definitiva, sarebbe stata assolutamente squilibrata».

ABITAZIONI, SCUOLE E CAPANNONI
Per quanto riguarda i contributi, per abitazioni principali e immobili in cui siano presenti una o più abitazioni principali o sedi di attività produttive, il decreto stabilisce la copertura fino a un massimo dell'80% del costo per riparare i danni (art. 3): a differenza di quanto stabilito per L'Aquila, quindi, le prime case non saranno risarcite interamente, mentre le abitazioni non principali non beneficeranno di alcun contributo (all'Aquila le seconde case avevano copertura dell'80% fino a un massimo di 80 mila euro).

Entro questo tetto, spiegano dalla Regione, nelle prossime settimane si dettaglierà una griglia che distingua tipologia di danni e interventi richiesti e se si tratta di prime case o meno, in modo da quantificare varie soglie di contributo che garantiscano equo trattamento. Il contributo è erogato entro quattro anni dal riconoscimento. Il presidente Errani ha precisato che intanto si sta lavorando con i sindaci a un "piano casa". Sono quasi 24mila gli edifici pubblici e privati danneggiati (su oltre 52mila controllati), di cui la maggior parte inagibili a vari livelli. Terminate le verifiche (si stima entro luglio), ha spiegato Errani, sarà possibile programmare l'utilizzo di casette e moduli temporanei e di appartamenti sfitti.

Per quanto riguarda gli interventi urgenti sulle scuole, l'ordinanza del commissario Errani n. 4 del 3 luglio stabilisce che sono ammissibili a finanziamento solo interventi di riparazione e rafforzamento locale per eliminare le inagibilità e conseguire miglioramento sismico. Le opere vanno completate entro due mesi dall'assegnazione del finanziamento. L'erogazione dei fondi avverrà in tre tranche: 40% in anticipazione a comunicazione di inizio lavori, 40% entro 15 giorni dalla comunicazione di fine lavori, 20% entro cinque giorni dalla presentazione del certificato di regolare esecuzione o collaudo tecnico.

I NUOVI FONDI PER L'AQUILA
Già a maggio 2011, il commissario Chiodi aveva chiesto al Cipe di assegnare nuove risorse per il 2011 e 2012, comunicando un fabbisogno di 539 milioni. Va ricordato che la delibera Cipe 35/2009 aveva assegnato 3.955 milioni per la ricostruzione (ai sensi dell'art. 14 del Dl 39/2009) nell'ambito del Fondo per le aree sottoutilizzate 2007-2013, a valere sul Fondo strategico per il Paese, spalmati, con la successiva delibera 95, in due prime assegnazioni: 223 milioni per il 2009 e 567 per il 2010. Nella seduta del 23 marzo scorso il Cipe aveva discusso delle nuove assegnazioni e la delibera n. 43/23 marzo 2012, pubblicata sulla Gazzetta n. 153 del 3 luglio assegna 539.418.194 euro per l'anno in corso per gli interventi di ricostruzione nei territori aquilani.


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