Città e Urbanistica

Piano città, già 27 progetti: i programmi di Roma, Napoli e Bari

Giulia del Re, Brunella Giugliano, Massimiliano Scagliarini

L'Anci ha illustrato ai tecnici di Porta Pia 27 ipotesi di intervento, presentate da altrettanti Comuni. In 17 casi c'erano già elaborati tecnici, in altri 10 casi si è trattato solo di ipotesi di intervento. Roma ripensa allo Sdo e Tor Bella Monaca, Napoli punta sul quartiere orientale, Bari scommette sul waterfront

Nella riunione informale dei giorni scorsi della «Cabina di regia» per il Piano città l'Anci ha illustrato ai tecnici di Porta Pia 27 ipotesi di intervento, presentate da altrettanti Comuni.
In 17 casi c'erano già elaborati tecnici, in altri 10 casi si è trattato solo di ipotesi di intervento, illustrate da brevi relazioni descrittive. Non si tratta di nulla di formale, tuttavia, e tutto dovrà essere ripresentato e rivisto alla luce di criteri e procedure fissate dal Dm in arrivo. Tuttavia – ha spiegato l'Anci – le proposte arrivano a ritmo incalzante. Tra le città che si sono già fatte avanti: Roma, Napoli, Bari, Genova, Verona, Varese, Firenze, Bologna, Livorno, Perugia, Pescara, Caserta, Ascoli, Pescara.

A ROMA TOR BELLA MONACA E SDO
La realizzazione del Sistema direzionale orientale (Sdo) di Pietralata è uno dei progetti che la Capitale vorrebbe inserire nel Piano città, approfittando della possibilità di ricevere parte delle risorse necessarie direttamente dal Governo.

Il problema – non secondario – è che il Campidoglio ancora non sa bene quante risorse servono per lo Sdo e, dunque, quanti fondi chiedere allo Stato. Del Sistema direzionale orientale si parla da almeno un trentennio: da quando, con l'approvazione del vecchio Prg, Roma aveva scelto la zona di Pietralata come nuovo centro (mai realizzato) di ricollocazione delle infrastrutture direzionali della città al di fuori dal centro storico.
Nel tempo il progetto Sdo è naufragato perché nessun ministero o ente pubblico avrebbe accettato di trasferirsi nell'allora estrema periferia orientale della città. Successivamente, Pietralata si è trasformata in un quartiere molto attraente dal punto di vista urbanistico: a pochi passi dalla nuova stazione Tiburtina dell'alta velocità, collegato con la metropolitana al centro storico della città, non lontano dal quartiere universitario della Sapienza.

E mentre l'assessore ai Lavori pubblici, Fabrizio Ghera, fa sapere che «sono in corso colloqui col ministero delle Infrastrutture per valutare la fattibilità del progetto», l'assessore capitolino all'Urbanistica, Marco Corsini, si fa avanti con un altro progetto che potrebbe essere nell'elenco di quelli finanziabili con il Piano città: la demolizione e ricostruzione di Tor Bella Monaca. Un progetto che – finora – si è basato solo sulle risorse private (premi di cubatura per i costruttori interessati a demolire e ricostruire un intero quartiere popolare). Ma che, secondo Corsini, potrebbe essere parzialmente finanziato dallo Stato, al fine di ridurre il carico urbanistico in tutto il quadrante urbanistico.

I PROGETTI DI NAPOLI
Il Comune punta su Napoli est per portare a casa una quota di finanziamenti del Piano città. Tre interventi, per un importo totale di 55 milioni, che rientrano in un ampio programma di riqualificazione urbana di un'area fortemente degradata, dall'estensione di 2,5 milioni di metri quadrati (circa il 25% dell'intero territorio cittadino) tra i quartieri di San Giovanni a Teduccio, Barra, Ponticelli e Poggioreale e caratterizzata da annosi problemi di inquinamento prodotto soprattutto dalla presenza di depositi petroliferi oggi non più attivi.
Sono già disponibili 200 milioni di fondi europei per le urbanizzazioni e sono previsti investimenti di imprenditori privati per la riconversione di siti industriali e artigianali dismessi per un importo di circa 2,5 miliardi. «Abbiamo scelto questo pezzo di città – spiega il vicesindaco, Tommaso Sodano – a discapito di altre aree, come ad esempio Bagnoli, non solo per la capacità di coinvolgere maggiori risorse pubbliche e private, ma per la brevità dei tempi in cui sarà possibile avviare i cantieri».

Gli interventi indicati nel progetto già presentato all'Anci riguardano la riqualificazione della strada lungo il confine portuale e delle aree della Marinella; la connessione tra il centro direzionale esistente e il suo completamento; il restauro degli edifici di archeologia industriale ex Corradini a San Giovanni a Teduccio, tre opere che «costituiscono – si legge nella relazione del progetto – tasselli indispensabili di una strategia urbana caratterizzata da una altissima complessità territoriale, dove aree marginali, ex industriali, urbanizzazioni convivono con realtà imprenditoriali di avanguardia».


BARI RIQUALIFICA IL WATERFRONT
La riqualificazione del waterfront del quartiere periferico di San Girolamo, già in parte finanziata con fondi europei, è il progetto che Bari ha candidato per il Piano città del viceministro Ciaccia. Una proposta che è entrata nella short list delle Infrastrutture grazie agli ottimi rapporti romani dell'assessore comunale all'Urbanistica, Elio Sannicandro: dopo aver ottenuto i 17 milioni per la parte pubblica dell'intervento (quella che si affaccia sul mare), Bari spera di ottenere i fondi necessari a completare la seconda fase. Cioè le opere pubbliche accessorie e il social housing, da attuare con il coinvolgimento dei privati.

in questi giorni gli uffici della ripartizione Territorio dovranno inviare al Ministero le schede tecniche di sintesi su cui avverrà l'istruttoria formale. Ma a inizio maggio, sollecitato in tal senso, il Comune aveva già trasmesso il Piru (Piano integrato di recupero urbano) approvato nell'ambito del Documento di rigenerazione Urbana: è lo strumento previsto dalla legge regionale 21/2008 per realizzare interventi di ricucitura, riuso e riqualificazione integrati con le politiche abitative, ambientali e culturali.

Per ora, come detto, il progetto per San Girolamo riguarda la riqualificazione del lungomare, su cui sono già confluiti i fondi europei: 8,5 milioni per l'intervento di riqualificazione della costa, e altri sette milioni per le opere a terra che la Regione ha erogato sull'asse VII (Città). Dopo l'ok con prescrizioni alla Via, sono in corso le conferenze di servizi per l'approvazione del progetto che verrà mandato in gara: si parte dal primo stralcio, quello "lato mare", dove i lavori dureranno circa due anni. Il Comune prevede di pubblicare il bando entro l'estate, e spera di riuscire ad aggiudicare entro la fine del 2012.
Gli eventuali finanziamenti del Piano città serviranno poi a completare gli obiettivi descritti nel Dpp di rigenerazione.


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