Città e Urbanistica

Salvatori (Università L'Aquila): collegamenti travi-pilastro hanno salvato i capannoni nel 2009

Fabiana Calsolaro

L'ingegner Antonello Salvatori (Università dell'Aquila): «In zona non sismica le travi sono appogiate a secco sui pilastri»

Dopo le forti scosse di terremoto che hanno interessato in particolar modo le zone dell'Emilia, Lombardia e Veneto, provocando crolli di edifici storici ma anche di recente costruzione, torna a far discutere la classificazione sismica del territorio e quindi il ritardo nell'applicazione della normativa antisismica nelle costruzioni in zone fino a poco tempo fa non considerate a rischio.
Antonello Salvatori, ingegnere all'Aquila, tra i professionisti più ricercati per i lavori post sisma e professore di tecnica della costruzione alla facoltà di ingegneria dell'Università dell'Aquila, ci spiega le differenze tra gli effetti del sisma sui capannoni all'Aquila e in Emilia, analizzando i motivi alla base di tali differenze.

Ingegnere, nel sisma del 2009 all'Aquila non si parlò di capannoni crollati, fu perché non ce ne furono effettivamente o perché, essendo il sisma avvenuto di notte, non ci furono vittime sul lavoro e quindi l'attenzione si concentrò altrove?
All'Aquila i capannoni hanno effettivamente subìto danni moderati, soprattutto crolli di qualche pannello di facciata, ma le strutture sono rimaste per lo più integre.

La differenza nei crolli o meno rispetto all'Emilia è dovuta all'attuazione, all'Aquila, delle norme antisismiche nelle costruzioni oppure ad altro?
Intanto c'è il fatto banale che in Emilia ci sono molti più capannoni, ma sicuramente la differenza nella progettazione è stata fondamentale: le norme antisismiche all'Aquila hanno funzionato e sono state determinanti. L'Aquila è zona sismica dal 1919, da quasi 100 anni, e quindi i capannoni, quasi tutti post anni '80, sono stati costruiti tutti come da precedenti normative antisismiche, addirittura i più recenti centri commerciali hanno mantenuto intatta la funzionalità dopo il sisma del 6 aprile 2009. In Emilia, invece, la dichiarazione di sismicità è recentissima, per cui le costruzioni ante 2003 non sono state costruite secondo la normativa antisismica.

Questo cosa vuol dire? Cosa significa in concreto costruire secondo normativa antisismica?
Sostanzialmente in zona non sismica le basi dei pilastri non hanno normalmente fondazioni collegate ma sono indipendenti tra loro, questo vuol dire che se arriva una scossa sismica si muovono indipendentemente tra di loro e le strutture rischiano il collasso. Inoltre, in sommità dei pilastri, in zona sismica, le travi ed i tegoli di copertura sono normalmente ancorati con ferri ai pilastri stessi, mentre in zona non sismica travi e tegoli di copertura vengono semplicemente appoggiati in testa ai pilastri. Questo vuol dire che non c'è nessun elemento di tenuta orizzontale ma solo la forza di attrito a tenere insieme gli elementi: se arriva un terremoto forte dove la forza sismica supera quella di attrito, le travi e le coperture scivolano rispetto al pilastro, provocando cadute e tutto ciò che ne consegue, un po' come è successo a molti ponti semplicemente appoggiati nel terremoto in Cile.

Dunque sostanzialmente all'Aquila i capannoni hanno retto perché costruiti secondo normativa antisismica?

È stato un fattore determinante. All'Aquila, dichiarata zona sismica dal 1919, si è costruito con i primi criteri antisismici già dalle prime norme tecniche del 1937, successive a quelle emanate subito dopo il terremoto di Messina del 1908. Sicuramente ogni fenomeno sismico ha natura e componenti diverse, diverse frequenze del suolo, ma in questo caso le accelerazioni epicentrali in Emilia sono state più basse rispetto all'Aquila, quindi teoricamente avrebbero dovuto provocare meno danni, mentre un danno così esteso deriva proprio dalla non applicazione della normativa antisismica alla maggior parte del patrimonio edilizio, poiché la dichiarazione di zona sismica e quindi l'applicazione di tale normativa è recentissima. Anche la natura del terreno della pianura padana ha giocato un ruolo nella differenza: il fenomeno della liquefazione dei suoli ha prodotto grosse amplificazioni locali, laddove all'Aquila i terreni sono sostanzialmente di natura rocciosa e anche quelli argillosi sono di piccolo spessore.

E come costi cosa comporta costruire come da normativa antisismica?
Come costi all'apparenza comporterebbe poco perché ad esempio uno spinotto, cioè quel ferro verticale che viene inserito nel pilastro e nella trave e le collega, impedendo lo scorrimento, costa 50 euro. L'industria dei prefabbricati, purtroppo, vive con costi al limite, tende al ribasso per motivi di concorrenza, perché risparmiare anche solo un centesimo su produzioni di larga scala comporta un grosso guadagno finale, e anche il committente cerca il risparmiare e ordina dove spende meno. Questo significa strutture sempre più sottili e con meno ferro e calcestruzzo, per un risparmio e maggiore concorrenzialità sul mercato ma minor tenuta delle strutture.

Resta il fatto, però, che una struttura deve ottemperare solo a quanto disposto all'avvio del cantiere…
Solo le nuove costruzioni devono obbedire alla nuova normativa, e le costruzioni esistenti solo ove si eseguano interventi significativi sulle strutture. La normativa si aggiorna mano mano che cambia la conoscenza dei fenomeni sismici, del territorio e delle tecnologie. Così abbiamo la normativa del 37, del 62, del 74, dell'86, del 96 fino al 2008. Ma poche zone in Italia erano inizialmente dichiarate sismiche: la Marsica, Sulmona e L'Aquila in Abruzzo, e lo stretto di Messina, Sicilia e Calabria. Nel tempo, le zone sismiche si sono ampliate, ad esempio il Friuli è stato dichiarato a rischio dopo il sisma del 76.
Questa è la pecca della normativa italiana: le norme inseguono piuttosto che prevenire. Invece di fissare una norma che dica che tutto il territorio italiano è sismico e obblighi a progettare nello stesso modo, con criteri antisismici ovunque, sicuramente spendendo più soldi, si insiste con una normativa arretrata che dice che alcune zone sono a più alta sismicità e altre meno.


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