Città e Urbanistica

L'Emilia a caccia di tecnici


Nei comuni colpiti dai terremoti del 20 e 29 maggio scorso, mancano tecnici che valutino gli immobili e dichiarino se una casa o un capannone è agibile o se non lo è dopo le diverse rinunce di tecnici privati che dopo la seconda scossa non vogliono più assumersi la responsabilità. L'appello è stato lanciato da Fernando Ferioli, sindaco di Finale Emilia, uno dei comuni che è stato costretto a chiudere il centro storico della città.

«Serve che arrivino tecnici pubblici anche dalle altre regioni», afferma. «Se andiamo avanti di questo passo - aggiunge il primo cittadino - con tutte le case da controllare, finisce che finiamo fra due anni. Purtroppo i privati sono sempre meno. Speriamo che possano arrivare dei tecnici pubblici inviati da altre regioni». Dopo il primo sisma sono arrivati ingegneri, architetti e geometri, abilitati alle verifiche post terremoto ma dopo la seconda scossa, in molti hanno rinunciato. A Medolla, una fabbrica che era stata dichiarata agibile è crollata uccidendo 4 operai in seguito al secondo terremoto


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