Città e Urbanistica

Roma, ambiti di riserva: la protesta dell'Inu

(comunicato dell'Inu nazionale)
Il Comune di Roma, dopo tre anni e mezzo ha pubblicato il risultato del lavoro di una commissione istituita nel 2008 per selezionare, dopo l'invito pubblico, nuovi terreni da rendere edificabili, detti "ambiti di riserva a trasformabilità vincolata". Naturalmente i proprietari dei terreni, oggi agricoli secondo il Piano Regolatore vigente, hanno partecipato numerosi - 334 proposte pervenute - e la commissione ne ha giudicate 160 ammissibili secondo i requisiti fissati dal bando dell'ottobre 2008, attribuendo a ciascuna un punteggio.
L'Istituto Nazionale di Urbanistica già allora aveva criticato duramente i criteri del bando, in particolare il fatto che si rendessero disponibili aree agricole, che fosse stabilita una distanza troppo grande dalle fermate del trasporto pubblico (2,5 km, mentre il PRG parla di 500 m), tale da obbligare comunque all'uso del mezzo privato. Soprattutto INU Lazio aveva criticato il fatto che nulla l'Amministrazione dicesse sul perché non venivano utilizzate le aree edificabili messe a disposizione dal PRG, né venivano attuati i ben 35 Piani di Zona per l'edilizia residenziale pubblica già approvati, né si chiarisse l'effettiva disponibilità di risorse pubbliche per finanziare edilizia sociale per le famiglie e le persone a basso reddito. Perciò INU Lazio, già nell'ottobre 2008 aveva denunciato il fatto che la necessità - da tutti riconosciuta - di edilizia sociale fosse in realtà solo una scusa per stravolgere il Piano Regolatore della città e promettere ai proprietari dei terreni nuove rendite fondiarie.
Purtroppo i risultati ora resi pubblici dal Comune confermano le peggiori previsioni.
La somma delle 160 aree considerate ammissibili dalla commissione è di ben 2.381 ettari. Su di esse si potrebbero costruire 7,2 milioni di mq di superficie edilizia pari a 23 milioni di metri cubi che la commissione stima corrispondenti ad oltre 66.000 nuovi alloggi. Una quantità più che doppia rispetto alla prospettiva di realizzazione di 30.000 nuovi alloggi che la stessa Amministrazione aveva dichiarato nel 2008, e che già allora era stata valutata non giustificata ed eccessiva. Né, in tutti questi anni, l'Amministrazione si è preoccupata di definire le regole, i destinatari e i luoghi dove si potrebbe effettivamente realizzare edilizia sociale. Oggi la graduatoria resa pubblica apre una prospettiva molto pesante di invasione a fini edificatori dell'agro romano, nell'ipotesi di acquisire aree pagandole ai privati con diritti edificatori.
INU Lazio si augura che l'Amministrazione chiarisca al più presto il significato della graduatoria, escluda qualsiasi prospettiva di ulteriore consumo di suolo agricolo prima di aver esperito tutte le concrete possibilità di realizzazione di edilizia sociale presenti nel Piano Regolatore, definisca le risorse finanziarie e le regole operative necessarie alla effettiva realizzazione di case per le persone e le famiglie che non possono ricorrere al mercato.


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