Città e Urbanistica

Più social housing e meno cubature complessive nel nuovo Ptg Milano

Massimiliano Carbonaro

Indice «base» (su tutte le aree edificabili) ridotto da 0,5 a 0,35 mq/mq, a cui è obbligatorio aggiungere 0,35 di social housing per le aree sopra i 10mila mq

Il nuovo strumento urbanistico di Milano arriva al via definitivo, dopo lo stop imposto dalla Giunta guidata dal sindaco Giuliano Pisapia all'indomani del suo insediamento, poggiando su alcune novità rispetto al documento approvato ma mai pubblicato lo scorso 14 febbraio 2011 con il sindaco Letizia Moratti: l'indice unico "perequativo" (asegnato a tutte le aree urbane, piccole e grandi, edificabili o destinate a verde o servizi pubblici) è ridotto dagli 0,5 mq/mq del Pgt Moratti a 0,35 mq/mq; il Parco Sud – come annunciato – è stato privato delle sue volumetrie (una soluzione già in parte obbligata dopo il parere negativo dell'ente Parco alla bozza Moratti); le Aree di Trasformazione Urbana (Atu) sono state ridotte e si passa da 28 ATU e 5,7 milioni di mq di slp a 21 ambiti per 2,5 milioni di mq di slp; diventa obbligatorio nelle aree superiori ai 10mila mq un indice dedicato all'housing sociale per 0,35 mq/mq.

Siamo al rewind del Pgt di Milano. Un riaggiustamento voluto dalla nuova Giunta che cambia completamente la geografia del Piano. Il primo elemento a saltare rispetto alla precedente versione riguarda il Parco Sud. Il nuovo Pgt non assegna volumetrie all'enorme distesa agricola (34,6 milioni di mq) che circonda Milano, spariscono così potenzialità volumetriche per circa 2,9 milioni di mq. Soprattutto viene meno quel grosso bacino di volumetrie che doveva alimentare le densificazioni nelle aree di trasformazione urbana. Le aree agricole, infatti, non vedevano modificata la loro destinazione d'uso storica, piuttosto diventavano uno dei motori del meccanismo per cui gli ATU in virtù delle loro posizioni strategiche dovevano vedere incrementato l'indice di base di 0,5 mq/mq per arrivare mediamente ad un indice di 1,0 mq/mq, ma in alcuni casi l'indice era ben più alto con punte di 1,57 mq/mq e anche 2,77 mq/mq.
D'altronde lo stesso numero delle aree di trasformazione è stato snellito, si passa a 21 ambiti con una riduzione della slp prevista di 3,2 milioni di mq e l'eliminazione dell'indice di densificazione. In pratica rimane un indice di partenza unico pari a 0,35 mq/mq a cui si aggiunge un altro 0,35 mq/mq destinato obbligatoriamente all'housing sociale.

Social housing. Il nuovo Pgt infatti prevede che tutte le aree superiori ai 10mila mq debbano avere un indice di 0,35 mq/mq di housing articolato in uno 0,20 mq/mq di convenzionata agevolata. un 0,10 mq/mq di canone moderato e un 0,05 di locazione in canone sociale. Mentre per gli ambiti inferiori a questa taglia si parte dall'indice di utilizzo territoriale base di 0,35 mq/mq a cui si può aggiungere, ma è una scelta dell'operatore, un ulteriore quota di 0,35 mq/mq per l'housing.

L'iter approvativo. L'adozione in Consiglio Comunale risale al 14 luglio del 2010, quindi il Pgt è stato pubblicato e sono pervenute 4.765 osservazioni. Si è arrivati all'approvazione del Pgt con le osservazioni discusse e controdedotte in Consiglio Comunale il 14 febbraio del 2011: pochissime le osservazioni accolte, 201 pienamente e 147 parzialmente accolte. Il Pgt approvato nel giorno di San Valentino però non è mai stato pubblicato e quindi non è diventato operativo.
Nel frattempo Letizia Moratti perde la corsa per la rielezione e a sorpresa diventa sindaco Giuliano Pisapia. Così il 21 novembre del 2011 il nuovo Consiglio Comunale vota la revoca della delibera di controdeduzione alle osservazioni (14 febbraio 2011) e di riprendere l'iter dall'esame delle osservazioni già presentate. Si è scelto insomma di intervenire su un Piano non condiviso attraverso le osservazioni, piuttosto che allungare terribilmente i tempi e ripresentare una nuova versione del Pgt da sottoporre all'adozione. Anche perché entro il 31 dicembre di questo anno – pena il commissariamento – è necessario che il nuovo strumento urbanistico sia approvato in base alla legge urbanistica lombarda.

Alla fine ci è comunque voluto quasi un anno alla nuova Giunta per arrivare alla nuova versione del Pgt. Il nuovo Piano è frutto del riesame delle 4.765 osservazioni presentate, una tempistica che non è stata ben accolta dalle associazioni di categoria legate al mondo delle costruzioni che spesso si sono lamentate di non avere per le loro operazioni certezza. Per raggiungere l'obiettivo sono state necessarie 16 sedute di Consiglio (contro le 8 del precedente governo cittadino) e accorpare per temi le osservazioni, cosa per altro fatta anche sotto la Moratti. Per l'assessore all'edilizia privata di Milano, Ada Lucia De Cesaris "la Giunta Pisapia ha rispettato gli impegni presi con la città. Sono state valutate – ha aggiunto – le osservazioni dei cittadini, analizzandole una per una. In meno di un anno le abbiamo riesaminate e abbiamo approvato nuovamente il Piano di Governo del Territorio. Il volto di Milano cambierà, ci sarà più verde, meno cemento e una mobilità a misura d'uomo. Il Pgt integra le periferie cittadine e ne recupera la dignità civile. Con il Pgt questa Amministrazione, presta concretamente attenzione al bisogno di casa per le fasce medie e più deboli". Resta ancora da esaminare nelle pieghe del Pgt come procederà la realizzazione di nuovi servizi che prima del restyling erano in massima parte affidati alle iniziative dei privati e soprattutto con quali risorse (punto debole anche del precedente Pgt ).


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