Città e Urbanistica

La mappa dei piani regolatori in Italia

Alessia Tripodi

Regione per regione, ecco la guida ai piani urbanistici in Italia: tutti gli strumenti urbanistici a portata di clic - Com'è cambiata la pianificazione dagli anni '90 a oggi

Una mappa on line per navigare tra i piani urbanistici delle città italiane. Un viaggio tra piani regolatori generali (Prg), Pgt (piani di governo del territorio), Psc (piani strutturali comunali), Puc (piani urbanistici comunali) e Ru (regolamenti urbanistici) solo per citarne alcuni. Perché gli acronimi che identificano gli strumenti di gestione del territorio sono molto numerosi, a dimostrazione di uno scenario normativo in continua evoluzione.
«Nel corso degli anni c'è stata una vera e propria proliferazione perché manca una legge quadro sull'urbanistica che faccia da cornice a livello nazionale – spiega Giuseppe De Luca, segretario generale dell'Inu, l'Istituto italiano di urbanistica – anche se molti, erroneamente, fanno riferimento alla legge n. 1150 del 1942 , che invece non è stata mai aggiornata secondo i dettami della Costituzione».
Con la raccolta dei piani urbanistici on line delle città italiane il sito di «Edilizia e Territorio» offre ai lettori una bussola per orientarsi tra il mare magnum della pianificazione territoriale comunale, attraversata negli ultimi vent'anni da continue trasformazioni. Fino all'inizio degli anni '90, infatti, l'unico strumento era rappresentato dal Prg, affiancato dalla pianificazione attuativa (per esempio, piani di recupero e piani di edilizia popolare).

Ma con le prime leggi regionali (l'apripista nel superamento del Prg è stata la Toscana, con la legge 5/1995 ) e, prima ancora, con la sentenza del 1992 della Corte costituzionale sulla decadenza dei vincoli espropriativi a cinque anni, ha cominciato ad affermarsi un nuovo modello di pianificazione comunale articolata su due livelli: il piano strutturale comunale (Psc) – di ampio respiro ma non immediatamente esecutivo - e il regolamento urbano (Ru), cioè lo strumento operativo di durata quinquennale. Solo in Lombardia – con la legge 12/2005 – è stato introdotto un sistema diverso, basato sul Pgt (piano di governo del territorio), composto da documento di piano, piano dei servizi e piano delle regole.
Al modello di riforma su due livelli proposto a suo tempo dall'Inu e «si sono adeguate, via via, gran parte delle Regioni – spiega De Luca – anche se ci sono realtà locali che ancora non hanno adottato il nuovo modello e che continuano a lavorare con le varianti al Prg». Tanto che, secondo i dati più recenti, contenuti nel «Rapporto dal territorio 2011» curato dall'Inu, quasi il 58% dei comuni italiani utilizza ancora piani precedenti al 2000 e solo 1.189 comuni possono vantare strumenti adottati dopo il 2006. E il tasso di rinnovamento dei Piani dal 2006 - precisano i dati - è stato del 14,7%, mentre tra il 2000 e il 2007 è stato del 31 per cento.

La mappa web di «Edilizia e Territorio» raccoglie tutti i link ai piani urbanistici – completi di cartografie e documentazione normativa – pubblicati dai portali Internet dei Comuni, suddivisi per Regione. Un viaggio che svela anche un divario digitale molto evidente tra i dipartimenti di Urbanistica e Pianificazione dei diversi comuni italiani. Se, per esempio, il portale dell'Emilia Romagna raccoglie in un'unica banca dati virtuale tutti i piani urbanistici comunali, altre realtà – come, per esempio, i Comuni di Campobasso e di Lecce – presentano pagine con livelli di approfondimento più bassi o, in alcuni casi, non permettono la consultazione dei documenti on line ma solo presso gli uffici comunali.

Di seguito, i link regione per regione:
ABRUZZO

BASILICATA

CALABRIA

CAMPANIA

EMILIA-ROMAGNA

FRIULI-VENEZIA GIULIA

LAZIO

LIGURIA

LOMBARDIA

MARCHE

MOLISE

PIEMONTE

PUGLIA

SARDEGNA

SICILIA

TOSCANA

TRENTINO-ALTO ADIGE

UMBRIA

VALLE D'AOSTA

VENETO


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