Città e Urbanistica

Ritardo pagamenti anche all'Aquila. Confartigianato: «Situazione allarmante»

Fabiana Calsolaro

Dopo l'unificazione delle tesorerie del Commissario il Ministero dell'Economia ha congelato i fondi. Chiodi: «Situazione insostenibile, il Governo rimedi al più presto»

Ritardo nei pagamenti, spesso troppo. E' la spada di Damocle per centinaia di imprese abruzzesi, soprattutto aquilane, che stanno lavorando alla ricostruzione post sisma. Ritardi che, essendo il tessuto imprenditoriale abruzzese costituito di piccole e medie imprese, determinano per loto gravi difficoltà finanziarie e ne indeboliscono la capacità competitiva fino, a volte, a provocarne la chiusura.
L'ultima denuncia arriva da Angelo Taffo, presidente di Confartigianato Abruzzo, relativamente ai lavori di ricostruzione e di puntellamento: «Circa 400 imprenditori, prevalentemente aquilani, che hanno lavorato alla ricostruzione nella periferia aquilana, rischiano il fallimento a causa di un vergognoso e controproducente rimpallo di responsabilità che blocca i pagamenti di 978 pratiche di ricostruzione e di 168 pratiche di puntellamento».
«Sono dati – ci spiega il presidente Taffo – emersi da indagini e ricerche fatte da Confartigianato presso le ragionerie del Comune dell'Aquila e della struttura commissariale, si tratta di pratiche relative a lavori di ricostruzione leggera per edifici classificati A, B e C e qualche E fuori centro storico. Ogni istituzione interpellata da Confartigianato Abruzzo – aggiunge – adduce le proprie motivazioni sui ritardi, lavandosene le mani, in un rimpallo di responsabilità vergognoso: la struttura del commissario dice che i Comuni non hanno inviato ancora le rendicontazioni, i Comuni dicono che lo hanno fatto...».
In effetti, dalla struttura commissariale spiegano: «Quello che viene rendicontato dai Comuni viene immediatamente pagato dal Commissario. Le denunce sui ritardi nei pagamenti attengono alle fasi precedenti la richiesta dei Comuni al commissario».
«La sostanza – conclude Taffo – è che sono fermi da tempo 8,8 mln di euro relativi alla ricostruzione e 5,5 mln relativi ai puntellamenti. Già una decina di imprenditori hanno portato i loro libri contabili in tribunale e molti altri stanno per farlo. L'intenzione è di avviare una class action subito dopo le elezioni amministrative».
«Le strutture commissariali sono pronte ad erogare le risorse, non appena queste saranno trasferite dal livello centrale alla contabilità speciale del commissario», si legge in una nota della struttura. «Non possiamo fare mandati perché non abbiamo risorse - ci spiegano - motivando: «Con l'unificazione delle contabilità speciali i 350 milioni che erano nella contabilità 5430 (contabilità Stm) sono confluiti nella 5281 (contabilità Sge), previo riversamento presso il bilancio della presidenza del Consiglio dei ministri. Noi abbiamo fatto il riversamento ma la Presidenza non trasferisce i 350 milioni alla 5281. Tutto qui». Ovvero soldi che erano in cassa non lo sono più, almeno momentaneamente. Ma per Taffo non è una giustificazione valida, perché "quella delle contabilità è una vicenda recente, delle ultime settimane, mentre qui parliamo di ritardi nei pagamenti di oltre un anno. In ogni caso si poteva, prima di procedere all'unificazione delle contabilità, firmare i mandati di pagamento con i soldi che erano in cassa e poi procedere all'unificazione».
Il Commissario delegato, Gianni Chiodi, intanto, fa sapere che ha sollecitato il governo per ottenere il trasferimento dei fondi, 350 milioni di euro (resta disponibile 1 mld della Cassa Depositi e Prestiti). «L'attesa - ha spiegato il commissario - è diventata ormai insostenibile e sta penalizzando fortemente le imprese. Il problema riguarda sia le imprese che hanno avuto commesse per gli interventi di ricostruzione sul patrimonio pubblico e privato, sia gli alberghi che hanno ospitato e continuano ad ospitare i cittadini aquilani e del cratere, sia i pagamenti ai Comuni per il CAS e per le altre spese dell'emergenza. La situazione non è più sostenibile per quelle realtà produttive del cratere sismico a rischio fallimento senza il sostegno dello Stato, è necessario che le risorse vengano trasferite alla struttura commissariale nel più breve tempo possibile».
Intanto, il commissario ha firmato alcuni mandati di pagamento, pari a 14 milioni di euro circa, di cui 5,8 milioni a favore di imprese che, su incarico del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche, stanno lavorando alla ricostruzione degli edifici pubblici (caserma Campomizzi, la Questura di L'Aquila e ilPalazzo di Giustizia); 8,2 milioni di euro sono stati erogati a favore di alcuni Comuni (3 per L'Aquila), per il pagamento di ditte private che stanno eseguendo i lavori di riparazione delle abitazioni, e della Provincia dell'Aquila per il pagamento dell'impresa che sta mettendo in sicurezza una scuola di Avezzano. «I 14 milioni – spiegano dalla struttura – sono stati autorizzati dal commissario in via di anticipazione sulle esigue risorse giacenti sulla contabilità nelle more del trasferimento dei 350 milioni».
Per quanto riguarda le strutture ricettive, l'autonoma sistemazione e le altre spese legate alla emergenza, il commissario annuncia che i mandati di pagamento sono pronti ma potranno essere firmati non appena verranno trasferiti i 350 mln disponibili sui conti governativi già da qualche settimana.


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