Città e Urbanistica

Procedure veloci per valutazione ambientale e cambio di destinazione d'uso

Massimo Frontera

Sarebbero un centinaio le aziende interessate a insediarsi nell'area di Marghera con un volume di investimenti di oltre 2 miliardi di euro. L'informazione, diffusa da fonti del ministero dell'Ambiente, accompagna la firma, a Venezia, di un accordo di programma per "aggredire" la bonifica e la riconversione di Marghera. L'intesa - fanno sapere al ministero dell'Ambiente - porterà 5 miliardi di investimenti complessivi, di cui 3 da fonte pubblica e 2 miliardi privati.
L'accordo di programma mira ad accelerare il processo di disinquinamento, riconversione industriale e riqualificazione economica del Sin (sito di interesse nazionale) di Venezia-Porto Marghera e aree limitrofe.
I 12 articoli dell'accordo puntano a semplificare le procedure di bonifica e intervento, e favorire il recupero del territorio con il reinserimento di industrie. L'accordo ha una validità di 10 anni. Le attività dovranno iniziare entro sei mesi dall'approvazione del progetto. I progetti di riconversione guardano alla cosiddetta "chimica verde", oltre a energia, logistica, nautica, cantieristica, innovazione e ricerca. Il documento. Il documento utilizza un fondo di rotazione in dotazione alla Regione Veneto (20 mln di euro) per incentivare la bonifica in favore delle piccole e medie imprese. I primi fondi espressamente individuati dall'accordo consistono nei circa 10,5 milioni (esattamente 10.649.238,10 euro), di cui 441mila circa già trasferirti alla Regione Veneto e il resto da trasferire con decreti del ministero dell'Ambiente. Le risorse serviranno al "marginamento" della macroisole di Porto Marghera (Nuovo petrolchimico e Fusina). L'intesa è stata siglata tra i rappresentanti di ministero dell'Ambiente, Regione Veneto, Comune e Provincia di Venezia, Autorità Portuale, Magistrato alle Acque di Venezia.

Dopo Venezia, Trieste. «Il modello di Porto Marghera potrebbe essere utilizzato da Trieste che ha una situazione ancor più incredibile, perchè ha un sito inquinato così largo da prendere mezza città», ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini in occasione dell'accordo veneziano.

Wwf fuori dal coro. In tema bonifiche è intervenuto anche il Wwf , denunciando che con le recenti modifiche alle norme sulle bonifiche dei siti contaminati (introdotte decreto 201/2011, cosiddetto Salva Italia) «è stata approvata una disposizione che permette di evitare la bonifica ricorrendo a quella operazione definita "messa in sicurezza operativa", anche nel caso in cui i siti siano stati abbandonati».


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