Città e Urbanistica

Architetti: il 63% degli investimenti in costruzione riguarda interventi di riqualificazione urbana

M.Fr.

Su 213 miliardi di produzione nelle costruzioni nel 2011, 133 hanno riguardato interventi di riqualificazione urbana. Sono dunque il «il principale mercato di riferimento e principale motore di sviluppo dell'edilizia», dicono gli architetti

Soddisfazione per il piano casa annunciato dal governo lo scorso 27 marzo. La esprimono gli architetti con una nota del Consiglio nazionale. «Accogliamo positivamente – sottolinea il Cnappc - "il piano città a 360 gradi" annunciato dal viceministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia al quale il Governo sta lavorando al fine di incentivare interventi di riqualificazione urbana». «Gli architetti italiani - prosegue la nota - mettono a disposizione le loro capacità e le loro competenze per la realizzazione di questo importante progetto nel quale possono essere parte attiva e propositiva per affrontare aspetti fondamentali per la vita dei cittadini del nostro Paese, quali quelli del contenimento dei consumi energetici, dell'emergenza sismica e idrogeologica e della vivibilità delle nostre città».
Anticipando alcuni dati di una ricerca Cresme (realizzata per gli architetti, l'Ance e Legambiente e che saranno diffusi il prossimo 3 aprile) i professionisti ricordano che il valore della produzione nelle costruzioni nel 2011 è ammontato a 213 miliardi di euro; di questi 133 miliardi sono stati destinati a investimenti di riqualificazione del patrimonio esistente. La riqualificazione, pari dunque al 63% dell'intero valore del mercato, «rappresenta principale quindi mercato di riferimento e sarà il principale motore di sviluppo del settore dell'edilizia».
La nota del Cnappc prende le mosse dall'intervento del ministro Ciaccia a un convegno Cisl la scorsa settimana, in cui ha parlato di «promuovere concretamente un vero processo di riqualificazione urbana» e realizzare «un grande motore per imprimere una
spinta ai processi di rivitalizzazione delle città, che, tuttavia, per essere avviato ha bisogno di alcune di misure di stimolo». Ciaccia ha quindi riferito che, tra le misure che il Governo sta valutando, anche ai fini della copertura della spesa o delle minori entrate, Ciaccia ha indicato il ripristino dell'Iva, senza alcun limite temporale, sulle cessioni di fabbricati effettuate dalle imprese costruttrici o dalle imprese che vi hanno eseguito interventi incisivi di recupero edilizio. «Ciò al fine di eliminare le distorsioni che attualmente trasformano l'Iva, da imposta neutra, a un vero e proprio costo per le imprese di costruzioni». In fase di valutazione anche la reintroduzione dell'Iva (con aliquota ridotta) sulle locazioni delle abitazioni di imprese (oggi limitata all'edilizia
convenzionata).
La ricerca del Cresme sarà diffusa nel Convegno "Un piano per le città, trasformazione urbana e sviluppo sostenibile" organizzato dall'Ance per il prossimo 3 aprile a Roma.


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