Città e Urbanistica

Definire e valutare i progetti. Presentato a Roma il «Protocollo» della qualità

Paola Pierotti

Presentato in Campidoglio «Il Protocollo della qualità urbana di Roma Capitale». Un lavoro di ricerca sviluppato da Audis e Risorse per Roma con l'intento di indicare un metodo (quasi scientifico) per«definire e valutare la qualità dei progetti urbani complessi».

«Dalla logica dello standard a quella della prestazione, dall'attenzione alla tecnologia a quella rivolta agli obiettivi. No ai progetti autoreferenziali ma va considerata sempre la relazione con il contesto per valorizzare l'intera città e non solo una porzione. No ai progetti chiavi in mano ma perseguire progetti gestiti nel tempo, in tutti gli aspetti». Così Marina Dragotto, responsabile del coordinamento Audis, ha sintetizzato le linee guide di questo documento sviluppato per volontà dell'Assessorato all'Urbanistica di Roma Capitale, sotto la supervisione di Risorse per Roma.

Il Protocollo consentirà di definire e valutare la qualità dei piani/progetti urbani complessi per proporre soluzioni adatte allo sviluppo contemporaneo delle città europee in un'ottica di rigenerazione urbana integrata e e sostenibile. L'iniziativa è nata nel 2011 (Memoria di giunta 6830, 5 maggio 2011) e dopo meno di un anno lo studio è stato completato, condiviso con 22 soggetti pubblici e privati e 12 enti di ricerca. Pronto per tornare in giunta e tentare così di convertire le ambiziose strategie in azioni, puntuali e concrete.

Nelle intenzioni il Protocollo consentirà di dare maggiori certezze alla Pubblica Amministrazione, alle imprese, ai cittadini e agli investitori e di interpretare il rapporto pubblico-privato nei progetti di trasformazione urbana come fattore di sviluppo per tutta la collettività con forti ricadute sull'economia locale e sul sociale.

Il protocollo. Il protocollo si articola in due parti per definire criteri e parametri che impegnino l'Amministrazione a dichiarare con precisione gli obiettivi di interesse collettivo che riguardano l'area in oggetto, e stimolino gli sviluppatori a fornire una descrizione trasparente dei contenuti dei progetti. La seconda parte «propone una ristrutturazione del'organizzazione amministrativa, a normativa invariata, per accelerare i tempi di approvazione e attuazione dei piani/progetti stessi».

«Uno strumento di lavoro quotidiano - spiega Dragotto - che tenga come riferimento nove parametri di qualità: economica, sociale, architettonica, urbanistica, ambientale, energetica, culturale, paesaggistica e quella relativa allo spazio pubblico».

«La giunta di Roma Capitale tradurrà i risultati di questo Protocollo in una delibera e i direttori dei singoli dipartimenti saranno incaricati di coordinare le azioni e condividere le strategie - ha precisato l'assessore Marco Corsini -. Individueremo dei progetti-pilota come quello del waterfront di Ostia, creeremo sinergie tra i soggetti pubblici di competenza e daremo stimoli ai partner privati».

Una sorta di «contratto» tra Pa e cittadini. «Un documento che servirà anche per dare elementi certi agli investitori internazionali che si affacciano sul mercato di Roma - ha concluso il sindaco Gianni Alemanno in occasione della presentazione del Protocollo-. Una sorta di codice di comportamento pre-progettuale, che spinga gli investimenti, che semplifichi la vita a chi vuole investire, che promuova trasformazioni di qualità e contrasti una crescita senza regole»


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