Città e Urbanistica

Lombardia, il Pim firma 18 Pgt

Massimiliano Carbonaro

Con i suoi 19 professionisti all'interno, la struttura esiste da circa 50 anni e ha oltre 60 soci tra cui spiccano i Comuni di Milano e Monza. L'attività svolta per i Pgt in alcuni casi è frutto di una procedura a evidenza pubblica, in altri è il risultato delle attività già previste nella programmazione annuale e richieste dagli enti

È stato chiamato dal Comune di Milano per supportarli nella revisione del Piano del governo del territorio voluto dalla nuova Giunta Pisapia, ma in realtà il Centro studi PIM ha contribuito al nuovo strumento urbanistico di 18 Comuni. Le amministrazioni entrate nella stagione della nuova pianificazione introdotta dalla legge regionale urbanistica 12 del 2005 della Lombardia in difficoltà per la complessità dell'operazione spesso non hanno guardato a professionisti esterni ma si sono rivolti ad un'associazione di cui sono già soci e con cui erano già abituati a lavorare per le sue attività di studio e di supporto tecnico-scientifico.
Tra i filoni principali del Centro PIM, la ricerca in merito a problematiche territoriali e lo sviluppo e gestione di banche dati, ma anche attività a favore dei soci per ambiti specifici. Si tratta di servizi che vengono svolti in forza del contributo associativo pari a 250 euro per ogni mille abitanti e definite annualmente in fase di bilancio, al contrario il PIM in pratica non lavora per i privati. Con i suoi 19 professionisti all'interno, il centro studi esiste da circa 50 anni ed ha oltre 60 soci tra cui spiccano appunto i Comuni di Milano e Monza o le rispettive Province, più una pletora di centri più piccoli. L'attività svolta per i Pgt in alcuni casi è frutto di una procedura ad evidenza pubblica, in altri è il risultato delle attività già previste nella programmazione annuale e richieste dai soci. Per esempio nel caso del Piano del Comune di Milano si tratta di un'iniziativa legata all'attività soci, mentre nel caso dei Pgt di Melegnano e Trezzano il PIM ha partecipato alle relative gare. "In generale – spiegano dal Centro – le nostre attività istituzionali sono più di collaborazione, quindi non facciamo un intero Pgt, ma contribuiamo ad alcuni aspetti del Piano. Cerchiamo di non entrare nello stesso mercato dei professionisti, facciamo pezzi di lavoro, il coordinamento tecnico-scientifico, mettiamo a disposizione banche dati". Se però il Centro partecipa a gare, aggiudicandosele, ovviamente firma l'intero Pgt: "Abbiamo anche una rete di collaboratori – aggiungono dal PIM – soprattutto per far fronte picchi di lavoro o ottenere particolari competenze. Quello che non facciamo mai sono subappalti integrali di un incarico". Nel dettaglio sono 7 i Piani di cui è stata curato, o è in corso lo svolgimento dell'intero Pgt tra questi uno dei più rilevanti è quello del Comune di San Donato Milanese non solo per le dimensioni del centro lombardo ma anche per le politiche di perequazione e compensazione introdotte. In altri casi il PIM ha provveduto alla predisposizione di singoli Atti di pianificazione, nel caso di Garbagnate Milanese si è occupato del Documento di Piano e del Piano delle Regole con una grande attenzione rivolta agli ambiti di trasformazione che hanno richiesto schede di dettaglio molto accurate; mentre per Cinisello Balsamo, rimanendo tra i grandi Comuni di cintura meneghina, ha seguito il Piano dei servizi.
Uno degli elementi che spinge le varie amministrazioni a servirsi del PIM, oltre al fatto che già ne finanziano le strutture, è quello di avere relazioni permanenti con il Centro. Nel contribuire ai diversi Pgt le esperienze sono sempre diverse, ma alcuni fattori sono da considerare frequenti: in particolare l'attenzione al Parco Sud con cui i Piani nel loro sviluppo non devono interferire. Una questione aperta è quella relativa ai servizi, perché la popolazione è cambiata mentre in gran parte le strutture dedicate risalgono agli anni 70-80. L'elemento considerato invece di maggiore difficoltà è la gestione stessa del processo prima ancora delle applicazioni tecniche: per l'esperienza del PIM la legge urbanistica 12 definisce un percorso complicato, irto di passaggi in cui è facile sbagliare.


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