Città e Urbanistica

Dopo 8 anni via libera a Veneto City

Franco Tanel

Interventi per 36 milioni. A opere ultimate l'area rappresenterà lo snodo della ferrovia nord, della A4 e del passante di Mestre

Ci sono voluti otto anni per vedere completato l'accordo di programma di Veneto City, ma con mano ferma e penna nera, ieri mattina il governatore Luca Zaia ha messo la firma finale.
La strada per il megaprogetto che occuperà un'area di 718 mila metri quadrati di terreno compreso tra i Comuni di Dolo e Pianiga - di cui 500 mila edificabili - dunque è definitivamente spianata, tanto che, per la prima volta dal 2003, a parlare è stato l'amministratore delegato del polo del terziario Renato Panzarini. «Il nostro progetto ha subito fin dall'inizio troppi attacchi, ma dimostreremo nei fatti la qualità della nostra proposta e creeremo opportunità lavorative per la Riviera e non solo» Di certo ci vorrà almeno un anno prima che arrivino le ruspe perché tanto durerà la fase progettuale che precede i lavori, ma la prima opera che verrà realizzata sarà - come prevede l'accordo firmato con la Regione - la stazione della metropolitana di superficie. Un intervento che insieme ai lavori sul bacino di laminazione per mettere in sicurezza idraulica il territorio varrà al suo completamento 36 milioni di euro e che farà di Veneto City lo snodo infrastrutturale della ferrovia nord (Tav e appunto Sfmr), dell'autostrada A4 e del Passante di Mestre.
Resta il fatto che i progetti della cordata di Biasuzzi, Endrizzi, Stefanel e Mantovani dovranno scontrarsi con il ricorso che presenteranno all'inizio del 2012 i comitati ambientalisti della Riviera del Brenta. Aspettavano la firma del governatore per rivolgersi al Tar.
Veneto City è una città ancora su carta. Una nuova città interamente da costruire. In un'area verde lungo la ferrovia tra Padova e Venezia. I proprietari dei terreni sono Stefanel (attraverso la Finpiave), Benetton e l'ingegnere Luigi Endrizzi, che con la sua società dirige la cordata di imprenditori che hanno investito nel progetto. Torri alte sessanta e passa metri, 30mila visitatori al giorno e 70mila veicoli. Un complesso urbanistico che può contenere assieme due volte la popolazione dei comuni in cui verrà costruito. Il progetto di Veneto City è tanto discusso quanto è semplice il concetto che sta alla base dell'idea degli imprenditori. Costruire il baricentro del Veneto nel punto di incontro tra Passante e Tangenziale di Mestre e la futura autostrada chiamata Romea Commerciale (Orte-Ravenna). L'investimento è un grande affare immobiliare, anche per l'impresa costruttrice Mantovani, che ha alle spalle molte grandi opere in Veneto, come il ponte di Calatrava a Venezia. Molti studi di architettura e urbanista, che lavorano con lo studio Endrizzi, stanno lavorando in autonomia da mesi a progetti collegati a Veneto City. Perché il macro-contenitore ha bisogno di contenuti. Perché accanto alle torri di uffici, negozi e appartamenti sono in progetto altri contenitori per grandi folle. Come un'arena per concerti, multisale, centri ricerca e affini.


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