Città e Urbanistica

Puglia, persi 24mila lavoratori

Massimiliano Scagliarini

Cresce anche il numero degli operai in cassa integrazione a zero ore

Sono «24mila i posti di lavoro persi negli ultimi due anni in Puglia, per non parlare dei lavoratori in cassa integrazione che sempre più spesso è a zero ore: il settore delle costruzioni è in evidente sofferenza per la crisi, ma anche per il calo dei finanziamenti nelle opere pubbliche e il conseguente blocco dei cantieri». Lo sottolinea il segretario generale della Filca Cisl Puglia,
Crescenzio Gallo, spiegando che il «settore delle costruzioni rappresenta il 46,4% degli addetti tra industria e sistema economico regionale, e contribuisce al Pil regionale per il 10%».
Per Gallo, «la via per lo sviluppo del settore edile passa dallo sblocco immediato dei programmati fondi Fas e strutturali destinati alle infrastrutture della nostra Regione: se proseguirà il ritardo nell'impiego dei fondi - avverte - in Puglia si avrà la perdita dei fondi destinati al settore pari a circa 1.600 milioni di euro». «È per questo - rileva - che la Regione deve accelerare nell'impiego delle risorse, attraverso la sottoscrizione di accordi, la pubblicazione di bandi che utilizzino i sistema della congruità economica e la creazione di un sistema di monitoraggio per far fronte alle inefficienze burocratiche».
Secondo la Filc Cisl, «si deve monitorare il sistema imprenditoriale attraverso un controllo della regolarità contributiva, un fortissimo deterrente per tutte quelle imprese che lavorano nel sommerso, dando così anche un forte impulso anche in termini di sicurezza sul lavoro». «Nella filiera delle costruzioni - spiega Gallo - nei prossimi mesi scadranno gli ammortizzatori sociali e assisteremo ad un aumento della disoccupazione senza indennità. Oltretutto negli ultimi due
anni sono state registrate numerose crisi aziendali che hanno causato la chiusura di circa il 15% delle imprese del settore».
«La crisi - sottolinea - non può disattendere la contrattazione integrativa dopo la chiusura a riccio degli imprenditori edili pugliesi. E sono stupito dell'atteggiamento evasivo delle Ance pugliesi nella definizione dei contratti integrativi territoriali dell'edilizia, le cui piattaforme sono state già presentate nell'ottobre 2010 dai sindacati territoriali e che ancora non vedono la loro attuazione».
«Disattendendo quanto definito in sede di contrattazione nazionale, e dando come motivazione lo stato di crisi - conclude - le associazioni locali dei costruttori bloccano di fatto la definizione dei contratti pugliesi e, francamente, non ne comprendiamo la motivazione».


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