Città e Urbanistica

Un tariffario per accelerare le pratiche edilizie: quattro arresti al Comune di Roma

Q.E.T.

I «clienti abituali» avevano diritto allo sconto. Le indagini sono partite in seguito alla denuncia di un dirigente del Campidoglio

Più pagavi più le pratiche edilizie andavano veloci; ma se eri un cliente abituale avevi diritto a uno sconto sulle tariffe. A scoprire l’ennesimo sistema di mazzette e corruzione in un ente pubblico sono stati i finanzieri del gruppo tutela spesa pubblica del Nucleo di polizia economico finanziaria di Roma che hanno arrestato quattro dipendenti del Comune di Roma (tre di Roma Capitale e uno della società in house Risorse per Roma), impiegati presso la Direzione edilizia. Nei loro confronti il Gip del tribunale di Roma, su richiesta della procura, ha disposto gli arresti domiciliari, mentre è stata disposta l'interdizione dall’esercizio della professione per un anno nei confronti di nove tra architetti, ingegneri e
geometri. Le indagini sono partite in seguito alla denuncia di un dirigente dello stesso Comune di Roma.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, i quattro colpiti dalle misure cautelari avevano messo in piedi un «collaudato sistema corruttivo» grazie al quale, dietro il pagamento di
somme di denaro variabili a seconda della tipologia della richiesta, i professionisti riuscivano ad ottenere in pochi giorni il rilascio di copia di documenti edilizi che, se avessero seguito la procedura ordinaria, avrebbero richiesto anche alcuni mesi.

Dopo la denuncia di un dirigente del Comune, i finanzieri hanno scoperto quello che geometri, architetti e ingegneri, con una semplice telefonata, «ordinavano» le pratiche di cui avevano bisogno ai funzionari pubblici, che provvedevano a recuperarle. Era previsto un vero e proprio tariffario, dicono ancora i finanzieri, che prevedeva una serie di sconti per i clienti abituali. Il sistema era così rodato che neanche il trasferimento ad un altro incarico di uno dei dipendenti arrestati oggi è stato sufficiente ad impedire che lo scambio mazzette-pratiche veloci andasse avanti. Ma non solo: oltre alla riduzione dei tempi di evasione delle
pratiche, il sistema consentiva di risparmiare il versamento dei diritti, seppur di importo ridotto, previsti per la consegna o consultazione dei documenti.

L’attività di indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, ha puntato anche su intercettazioni telefoniche, ambientali e riprese video. «Il tenore delle conversazioni -
scrive il gip - e in particolare gli automatismi rilevabili nei dialoghi tra gli interlocutori sono oltremodo significativi della stabilità e pervicacia del fenomeno. A ciò si aggiunge il dato, veramente allarmante, che in un periodo di monitoraggio di soli 30 giorni sono stati osservati numerosi scambi di denaro, richieste economiche e una attività pressoché continua di ricerca di pratiche per conto di clientela 'privata', sulla base di richieste trasmesse via sms o indicate per telefono».


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