Città e Urbanistica

Milleproroghe/1. Congelate per due anni 96 convenzioni del Piano periferie da 2,1 miliardi

Alessandro Arona

I fondi di cassa previsti per il 2018-2021 (un miliardo) alimentano un nuovo Fondo per favorire gli investimenti degli enti locali

Due anni nel congelatore per la seconda tranche del Piano periferie dei governi Renzi e Gentiloni, che complessivamente è finanziato per 2,1 miliardi dallo Stato (con effetti potenziali calcolati in 3,9 miliardi con i co-finanziamenti) e le cui convenzioni tra la presidenza del Consiglio e i Comuni capologo sono state firmate il 6 marzo 2017 (le prime 24) e a novembre e dicembre 2017 (le altre 96).
Lo stop (per due anni) riguarda solo la seconda tranche da 96 convenzioni, che ha 1.571 milioni di euro di finanziamento statale e co-finanziamenti (locali e privati) per 1.144 mln, e dunque si stima possa attivare investimenti per 2,715 miliardi. Salva la prima tranche da 24 convenzioni.

Con l'emendamento 13.2 (testo 2), approvato lunedì dall'aula del Senato in sede di conversione del decreto legge Milleproroghe, la maggioranza giallo-verde ha disposto che l'efficacia delle 96 convenzioni firmate nella seconda tranche (e non tutte le 120, come anche noi erroneamente abbiamo in un primo momento scritto) sia «differita all'anno 2020». I progetti della prima tranche erano già stati presentati a Palazzo Chigi, e gli altri 96 avevano la scadenza dell'8 giugno per la presentazione (quasi tutti sono stati presentati, alcuni hanno chiesto e ottenuto proroghe). La norma approvata dispone che i Comuni debbano «rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti». Tutto deve cioè slittare di due anni.

La norma calcola che «gli effetti positivi sul fabbisogno e l'indebitamento netto», cioè la spesa che era prevista sui programnmi per la riqualificazione delle periferie, e che invece non ci sarà, sia di 140 milioni per l'anno 2018, 320 per il 2019, 350 per il 2020 e 220 per il 2021. In tutto 1.030 milioni, che il Parlamento decide di spostare su un nuovo Fondo, di sola cassa, «da utilizzare per favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle Province e dei Comuni, da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti». Cassa, cioè, per consentire agli enti locali di effettuare gli investimenti “liberando” (nei limiti indicati sopra) gli avanzi di bilancio dalle regole contabili degli enti locali.

LA PROTESTA DEL PD
«Lo stop di Lega e M5s al Bando Periferie dei Governi Renzi e Gentiloni, uno stanziamento totale da quasi 4 miliardi di euro per riqualificare le aree più difficili delle nostre città, è uno schiaffo ai cittadini e un danno ai Comuni». È quanto dichiarano i deputati del Partito
democratico Michele Anzaldi, Carla Cantone, Nicola Pellicani, Ubaldo Pagano, Mauro Del Barba, Mario Morgoni, Gavino Manca, Francesco Critelli, Davide Gariglio, Paolo Siani, Carmelo Miceli, Umberto Del Basso De Caro.
«Nel silenzio degli emendamenti - proseguono i deputati Pd - del Decreto Milleproroghe, il Governo di Salvini e Di Maio blocca il primo intervento di carattere strutturale per mettere
davvero mano alle periferie italiane, alla cattiva gestione urbana e al disagio sociale che in certi casi può sfociare in vero e proprio allarme. Grazie al Piano Periferie dei Governi
Pd, 120 Comuni e Città metropolitane hanno ricevuto fondi per poter intervenire in situazioni come Corviale a Roma, Scampia a Napoli, l'hinterland milanese, ma anche per piste ciclabili, decoro urbano, rammendo urbanistico. Ora viene tutto bloccato
per due anni, lasciando nelle mani dei Amministrazioni comunali la patata bollente di gestire pagamenti già definiti, accordi con le ditte, annunci alla popolazione che magari attende questi interventi da decenni. Un vergognoso caso di cattiva politica».

GARAVAGLIA (ECONOMIA): DUE MILIARDI PER GLI INVESTIMENTI
«Nel milleproroghe - sottolinea d’altra parte Massimo Garavaglia, sottosegretario all'Economia - sono stati sbloccati oltre due miliardi di euro per la spesa di investimenti a favore degli enti locali». Il riferimento è al miliardo di euro del nuovo fondo di cui sopra, alimentato dal piano periferia congelato, e da un altro miliardo di spazi finanziari per le Regioni, di cui parliamo in altro servizio.
«Ripartirà così - prosegue Garavaglia -. la spesa di investimento che negli ultimi anni si era drammaticamente ridotta a livello locale. In particolare, con queste risorse comuni e regioni potranno spendere i propri avanzi di amministrazione e in questo modo programmare velocemente e con semplicità i propri investimenti. Tradotto: si ritorna a sistemare scuole, strade e infrastrutture».

IL TESTO
13.2 (testo 2)
PIROVANO, ROMEO
APPROVATO
Al comma 1, premettere i seguenti:01-bis. L'efficacia delle convenzioni concluse sulla base di quanto disposto ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 maggio 2017, nonché delle delibere del CIPE n. 2 del 3 marzo 2017 e n. 72 del 7 agosto 2017, adottate ai sensi dell'articolo 1, comma 141, della legge n. 232 del 2016, è differita all'anno 2020. Conseguentemente, le amministrazioni competenti provvedono, ferma rimanendo la dotazione complessiva loro assegnata, a rimodulare i relativi impegni di spesa e i connessi pagamenti a valere sul Fondo sviluppo e coesione.
01-ter. Gli effetti positivi sul fabbisogno e sull'indebitamento netto derivanti dal comma 01-bis, quantificati in 140 milioni di euro per l'anno 2018, 320 milioni di euro per l'anno 2019, 350 milioni di euro per l'anno 2020 e 220 milioni di euro per l'anno 2021 sono destinati al fondo di cui al comma 01-quater.
01-quater. Nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze è istituito, con una dotazione, in termini di sola cassa, pari a 140 milioni di euro per l'anno 2018, a 320 milioni di euro per l'anno 2019, a 350 milioni di euro per l'anno 2020 e a 220 milioni di euro per l'anno 2021, un apposito Fondo da utilizzare per favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle province e dei comuni da realizzare attraverso l'utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti».
Conseguentemente, sostituire il comma 1, con il seguente:
«1. All'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al penultimo periodo le parole ''secondo, terzo e quarto periodo'' sono soppresse;
b) all'ultimo periodo, le parole da ''sono da adottare'' fino alla fine, sono sostituite dalle seguenti: ''sono adottati entro il 31 ottobre 2018''».


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