Città e Urbanistica

Al Consiglio di Stato i 58 interventi «liberi» dal 22 aprile: tettoia senza permessi? Alt, si valuta caso per caso

Mauro Salerno

In una delle prime sentenze sul glossario unico resta la valutazione del Comune sull'obbligo (o meno) del titolo edilizio

Neanche ilglossario unico che ha introdotto 58 tipologie di piccole opere realizzabili in «edilizia libera» forse basterà a sbrogliare una volta per tutte la matassa dei permessi edilizi. È l'amara lezione che si può trarre dalla sentenza n. 2715 che il Consiglio di Stato ha pronunciato il 7 maggio intervenendo sul casi della realizzazione di una tettoia, meglio una tenda da sole, realizzata sul terrazzo di un'abitazione romana e contestata dal Comune perchè installata senza permesso.

Il punto è che, pur dando ragione ai proprietari dell'abitazione e dunque annullando l'ordine di demolizione del Comune, il Consiglio di Stato, occupandosi forse per la prima volta del glossario unico in vigore dal 22 aprile, conclude che non si può stabilire una volta per tutte se un tettoia richiede un permesso per essere realizzata: bisogna valutare caso per caso.

Il Dm 2 marzo 2018 che prevede i 58 interventi edilizi liberi, ricostruisce la sentenza, cita «in particolare le cd. pergotende, ovvero, per comune esperienza, strutture di copertura di terrazzi e lastrici solari, di superficie anche non modesta, formate da montanti ed elementi orizzontali di raccordo e sormontate da una copertura fissa o ripiegabile formata da tessuto o altro materiale impermeabile, che ripara dal sole, ma anche dalla pioggia, aumentando la fruibilità della struttura. Si tratta quindi di un manufatto molto simile alla tettoia, che se ne distingue secondo logica solo per presentare una struttura più leggera». Niente permessi, dunque?

Purtroppo non è finita qui. Perché, ricordano ancora i giudici, va considerato anche il Testo unico edilizia (articolo 10, comma 1, lettera a) che impone il permesso di costruire per «gli interventi di nuova costruzione» e «la giurisprudenza si fonda su tale norma per richiedere appunto il permesso di costruire nel caso di tettoie di particolari dimensioni e caratteristiche». «Si afferma infatti in via generale - continua la sentenza - che tale struttura costituisce intervento di nuova costruzione e richiede il permesso di costruire nel momento in cui difetta dei requisiti richiesti per le pertinenze e gli interventi precari, ovvero quando modifica la sagoma dell'edificio».

Per questo, anche a dispetto dell'introduzione del glossario unico non è possibile stabilire una volta per tutte, magari senza rivolgersi a un esperto, che una tettoia o una pergotenda in terrazza si può realizzare senza permessi. Tutto dipende da come viene tirata su. I giudici lo scrivono chiaro e tondo: «Non è possibile affermare in assoluto che la tettoia richiede, o non richiede, il titolo edilizio maggiore e assoggettarla, o non assoggettarla, alla relativa sanzione senza considerare nello specifico come essa è realizzata». E tocca sempre al Comune stabilire il discrimine: «L'amministrazione ha l'onere di motivare in modo esaustivo, attraverso una corretta e completa istruttoria che rilevi esattamente le opere compiute e spieghi per quale ragione esse superano i limiti entro i quali si può trattare di una copertura realizzabile in regime di edilizia libera».


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