Città e Urbanistica

Roma, allarme di Legambiente sul Grab: progetto «declassato» dal Comune

Massimo Frontera

Lettera alla sindaca Virginia Raggi per denunciare il declassamento dell'opera da ciclovia di interesse nazionale a pista ciclabile di interesse locale

Il progetto del grande raccordo anulare per le biciclette di Roma (Grab) descritto dallo Studio preliminare che il Comune ha inviato al ministero delle Infrastrutture per chiederne il finanziamento, rivela «un declassamento da ciclovia di interesse nazionale a pista ciclabile di interesse locale, peraltro priva anche di quegli elementi di accessibilità, sicurezza, funzionalità che dovrebbero comunque essere propri non solo del Grab ma di qualsiasi opera pubblica per la cicloviabilità».

A lanciare l'allarme sull'abbassamento della qualità progettuale di questa'opera - sulla quale il 21 settembre scorso la sindaca Virginia Raggi ha siglato un protocollo con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio - sono Legambiente e VeloLove, capifila di varie associazioni e di volontari che hanno, di fatto, ideato e costruito il progetto del Grab, concependolo come la "gran route" della città per attrarre turisti, stimolare l'economia, la mobilità ecologica e la riqualificazione urbana.

SCARICA IL TESTO - LE OSSERVAZIONI DI LEGAMBIENTE E VELOLOVE SULLO STUDIO PRELIMINARE SUL GRAB DI ROMA CAPITALE

È proprio in nome di questi obiettivi che il ministero delle Infrastrutture ha incluso il Grab nella lista delle cinque ciclovie di interesse nazionale finanziate con 91 milioni di euro, di cui circa 8-10 milioni potrebbero andare a Roma. Non solo. Porta Pia sta per finanziare, con un milione di euro, anche il primo livello di progettazione.
Ma c'è un problema, segnalano appunto le associazioni che hanno regalato il Grab alla città: il progetto che emerge dalla relazione tecnica del Comune è tutta un'altra cosa da quello concordato con il Mit, e questo potrebbe mettere a rischio il finanziamento dell'opera.

Tanto per cominciare - si legge nelle "Osservazioni sullo studio preliminare di Roma Capitale" a cura delle associazioni - «gli interventi che caratterizzano il Grab sono stati completamente ignorati dalle relazione generale di Roma Capitale», a cominciare da «qualsiasi riferimento alla pedonalizzazione dell'Appia Antica». Una lacuna quest'ultima che«rappresenta un macroscopico passo indietro rispetto alla direzione presa oltre un anno fa dal Campidoglio sulla base delle sollecitazioni del Mit». Ignorate anche altre 13 indicazioni puntuali di Porta Pia relative al tracciato.

Di più. La relazione inviata al Mit non prevede l'accessibilità da parte di persone con disabilità, ignora i requisiti di sicurezza sulle intersezioni con le strade e non garantisce neanche i requisiti tecnici minimi sul dimensionamento della carreggiata ciclabile. Assente anche il tema della rigenerazione delle periferie. L'ultimo appunto riguarda i costi e suona quasi beffardo: nonostante il «drastico ridimensionamento degli interventi» operato dal Comune di Roma, rispetto a quelli proposti da Legambiente VeloLove, il costo del Grab raddoppia: 14,781 milioni calcolati dalla relazione tecnica contro gli 8 milioni stimati dalle associazioni.

SCARICA IL TESTO - LO STUDIO LEGAMBIENTE-VELOLOVE E ALTRI SUL GRAB DI ROMA (AGGIORNATO AL DICEMBRE 2016)


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