Città e Urbanistica

Periferie/1. Firmati i 24 protocolli: in arrivo anche il Dpcm con gli ultimi 800 milioni

Alessandro Arona

Nei 24 progetti il 29% degli investimenti sono privati, ma erano quasi sempre già accordati - I sindaci:«Spesso erano fermi»

Con la firma dei protocolli di intesa per le prime 24 città capoluogo, ieri a Palazzo Chigi, è partita la fase operativa del «Programma straordinario di riqualificazione delle periferie degradate», sbloccando i primi 500 milioni di finanziamento statale e facendo partire il cronoprogramma per l'attuazione. Dopo la registrazione dei protocolli da parte della Corte dei Conti, i Comuni avranno 60 giorni per presentare i progetti definitivi, poi altri 60 per gli esecutivi, poi partiranno i lavori.

Si tratta del primo programma nazionale per il "rammendo" delle periferie delle grandi città, secondo la filosofia lanciata alcuni anni fa dal senatore a vita e archistar Renzo Piano.

Sulla parte privata del progetto, il 28% dei 1.165 milioni della prima tranche dei 24 progetti, i sindaci, interpellati da Edilizia e Territorio, ammettono che sì, nella maggior parte dei c asi sono operazioni private già assentite prima, «ma magari - spiega il sindaco di Lecce, Paolo Perrone - non avremmo avuto i fondi statali senza questi interventi, dimostrano l'importante sinergia tra le diverse componenti», oppure, come sostiene il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, «erano fermi, senza finanziamenti bancari per partire, e ora invece grazie al piano periferie si sbloccano».

Il governo Renzi ha lanciato questo progetto a fine 2015, mettendo i primi 500 milioni nella legge di Stabilità 2016. Poi bando il 6 giugno, scadenza il 30 agosto, graduatoria definita il 6 dicembre. Il piano è riservato alle grandi città: 20 milioni (massimo) per i Comuni capoluoghi e 40 per le Città metropolitane. Si sono presentati in 120, su 124 aventi diritto, e tutti sono stati inseriti in graduatoria. Nell'ottobre scorso l'allora premier Matteo Renzi, su spinta dell'Anci, ha annunciato che il governo avrebbe finanziato tutti i progetti, e nella legge di bilancio sono arrivati i 1.600 milioni necessari.

La graduatoria è dunque una sola. Con la firma di ieri si parte con i 24 progetti dal punteggio più alto. Nell'ordine: città metropolitana di Bari, Comuni di Avellino, Lecce, Vicenza, Bergamo, Modena, città metropolitana di Firenze, comuni di Torino, Grosseto, Mantova, Brescia, Andria, città metropolitana di Milano, comuni di Latina, Genova, Oristano, Napoli, Ascoli Piceno, Salerno, Messina, Prato, Roma, Cagliari, e infine città metropolitana di Bologna.

Venerdì scorso il Cipe ha assegnato altri 800 milioni di euro, e gli ultimi 800 arriveranno con un Dpcm, nelle prossime settimane. «Forse già in questa settimana» ha rivelato il presidente dell'Anci, Antonio Decaro. Una volta registrati questi atti, anche gli altri 96 sindaci potranno firmare i protocolli.

Avranno i fondi statali, dunque, sia i progetti con 95 punti/100, sia quelli con 25. Decaro ha difeso questa scelta: «Era importante dare una scossa, in tempi rapidi. Nei prossimi bandi daremo più importanza alla qualità».

In tutto, secondo i dati dichiarati dai Comuni, i primi 500 milioni (per i 24 progetti) sbloccano investimenti per 1,1 miliardi di euro (grazie ai co-finanziamenti pubblici locali e privati). In tutto ai 2,1 miliardi statali, si assoceranno altri investimenti per 1,8 miliardi, per un totale di 3,9.

I progetti dei Comuni - è una delle novità - presentano per la prima volta un mix di interventi fisici (piazze, marciapiedi, scuole, edifici per la cultura e per servizi sociali, piste ciclabili, etc.) e "servizi per l'inclusione sociale", ad esempio sportelli innovativi per trovare casa o per trovare lavoro, servizi e prestiti per creare una start up, corsi di formazione per fasce deboli, spazi per fare musica e cultura, scuole aperte 7 giorni e tutto il giorno alla città. La sfida ora è farle davvero, queste cose.

«Per il sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, il Bando Periferie sottoscritto dai primi 24 Sindaci con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, "fornisce finalmente risorse e una strategia unitaria. Ma il fondo sia ora stabile».

«Ha ragione Decaro - ha risposto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni - quando dice che l'impegno sulle periferie non deve essere una tantum e che deve essere di lunga lena ma oggi sono orgoglioso di rivendicare il fatto che questo impegno che il presidente Renzi aveva preso a nome del governo viene mantenuto, e viene mantenuto lavorando sul nostro tessuto urbano».



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