Città e Urbanistica

Periferie/3. Decaro (Anci): «Comuni pronti a valorizzare i progetti già in elaborazione»

A.A.

Il sindaco di Bari: «Abbiamo fatto la corsa nell'estate scorsa, è vero, ma era giusto fare presto. Apprezzabile lo sforzo del governo»

«I tempi del bando erano stretti, è vero, ma i progetti presentati sono quasi sempre frutto di un lavoro precedente. Si potevano fare più bandi negli anni, sì, ma l'obiettivo del governo era anche "fare presto"».

Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell'Anci, ammette che non tutto è perfetto nell'operazione Bando periferie 2, ma apprezza la scelta del governo di «investire per la prima volta da molti anni nelle periferie urbane, con una cifra davvero consistente».

Decaro (47 anni, ingegnere Anas in aspettativa, Pd renziano) è anche presidente della Città metropolitana di Bari, progetto classificato al 1° posto nella graduatoria pubblicata dal governo il 5 gennaio scorso.

I progetti delle città metropolitane presentano più degli altri uno sforzo di coordinamento e di elaborazione "unitaria", come diavolo avete fatto in soli tre mesi, dal bando del 1° giugno 2016 alla scadenza il 30 agosto?

Beh, nel caso di Bari la collaborazione era partita molto prima, per il Patto per la Città metropolitana, firmato il 17 maggio, e che porterà 230 milioni di finanziamenti pubblici Fsc. E con la stessa progettualità unitaria, coordinando i Comuni dell'area metropolitana, concorriamo ai fondi Por regionali. Lavoriamo come un'unica amministrazione.

Perché non avete presentato un progetto come Comune di Bari? L'hanno fatto tutti gli altri capoluoghi.

Sì, siamo rimasti fregati. Ma abbiamo preferito valorizzare il "lavorare insieme", mi sembrava contraddittorio corrrere anche da soli, cosa che alla fine avrebbe portato molti più soldi a noi.

Il vostro progetto punta sugli spazi pubblici (piazze, impianti sportivi, piste ciclabili). Si potrebbe obiettare: ma le priorità delle periferie degradate non sono la casa e il lavoro?

Sono certamente problemi fondamentali per le persone, ma li affrontiamo con altri strumenti. Sull'emergenza casa stiamo facendo molto: a Bari abbiamo consegnato 112 case popolari, ottenute sottraendole a chi non ne aveva diritto, 150 sono in costruzione, e stiamo usando molto il fondo sostegno affitti e quello morosità incolpevole. Poi c'è l'Agenzia sociale per la casa prevista dal Patto, e sempre nel Patto «Porta Futuro», un job center innovativo dove far incontrare domanda e offerta di lavoro, fare formazione e supportare le start up.
Il piano periferie deve invece puntare a creare socialità: in periferia le persone non si conoscono, non fanno amicizia, il primo obiettivo dei nostri 37 interventi è creare spazi pubblici per socializzare.

Come presidente Anci le chiedo, è sicuro che tutti i Comuni abbiano fatto un buon lavoro? I tempi del bando non erano troppo stretti, non era meglio fare più bandi negli anni?

Molti progetti dei Comuni erano già pronti, è stata l'Anci a un certo punto a chiedere di finanziarli più possibile. L'obiettivo era anche fare presto. Nei prossimi bandi, se come abbiamo chiesto a Gentiloni il governo vorrà dare continuità a queste politiche, daremo più peso alla qualità. Ora però è apprezzabile questo impegno del governo sulle periferie: non si era mai fatto un piano nazionale di questo tipo e di questo rilievo. Ormai i centri storici li abbiamo quasi ovunque sistemati, ora dobbiamo riconnettere alla città questi che sono spesso satelliti isolati.

Quando ripartono gli investimenti dei Comuni?

Stanno ripartendo, nel 2017 ci sarà una forte crescita. Il Patto di stabiltà non c'è più, ora possiamo spendere. C'è stato però il problema del Codice appalti, che non ci consentiva l'appalto integrato per i progetti già approvati e soprattutto sulla manutenzione (come si fa sulla manutenzione?). Ma ora il Correttivo ha accoilto le nostre richieste, vedrete che i bandi ripartiranno.


© RIPRODUZIONE RISERVATA