Città e Urbanistica

Stadio Roma, Raggi aggiorna il progetto: cubature ridotte del 20%, restano le opere pubbliche

M.Per.

La sindaca incontra la società e illustra le varianti: meno volumi e conferma degli interventi pubblici essenziali

Cubature ridotte di circa il 20%, a spese del centro direzionale, ma tutte le opere pubbliche essenziali salve: l’unificazione della via del Mare all’Ostiense, il ponte pedonale che collega lo stadio alla F11 e quello autostradale con il grande raccordo anulare. È questo il progetto sullo stadio della Roma a Tor Di Valle aggiornato dal Campidoglio e proposto ieri in una riunione dalla sindaca Virginia Raggi, presenti anche il vicesindaco Luca Bergamo e il presidente del Consiglio comunale Marcello De Vito, ai rappresentanti della As Roma: il direttore generale Mauro Baldissoni e l’imprenditore Luca Parnasi.

Un vertice cruciale per accelerare e scoprire le carte, dopo le tensioni degli ultimi tempi e le dichiarazioni bellicose dell’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini, in vista della conferenza dei servizi in programma giovedì. Non è escluso un nuovo incontro con la società già oggi.

«I tecnici sono al lavoro per migliorare il progetto stadio nel rispetto dei tempi», si è limitata a commentare la sindaca. La conferenza scade il 6 febbraio e , se si raggiungesse un accordo facendo quadrare copertura finanziaria e investimento privato complessivo (che potrebbe dover aumentare), sarebbe necessario un passaggio in assemblea capitolina per approvare la variante rispetto al piano varato dall’ex sindaco Ignazio Marino nel 2014. Chiudere onorevolmente la partita sarebbe un gol per Raggi, che in attesa degli sviluppi dell’inchiesta della procura sull’affaire nomine (con la sua maggioranza che pressa perché siano rese note le chat con Raffaele Marra, Daniele Frongia e Salvatore Romeo), cerca di trovare la quadra dove può: stadio a parte, venerdì potrebbe arrivare l’ok della giunta sulla nota di aggiornamento al Documento unico di programmazione e allo schema di bilancio rivisto dopo la bocciatura dei revisori dell’Oref. Si aggiungono però nuove grane: ieri Raggi ha dovuto tentare di placare gli animi dei consiglieri pentastellati ortodossi del municipio VIII, che minacciano la sfiducia al minisindaco Giuseppe Pace, vicino a Frongia. È lo specchio locale dello scontro tra “anime” che si sta consumando nel Movimento.


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