Città e Urbanistica

Regolamento edilizio/3. Legambiente: Enti locali sempre più ecosostenibili

Giuseppe Latour

Lo dice il rapporto Legambiente-architetti condotto su 1.251 regolamenti edilizi comunali e presentato ieri al Saie

Avanza la sostenibilità nei regolamenti edilizi comunali. Ma avanza anche, allo stesso tempo, una frammentazione estrema. È quanto emerge dal primo rapporto "L'innovazione nell'edilizia italiana" curato dall'Osservatorio E-Lab di Legambiente e del Consiglio nazionale degli architetti, presentato ieri mattina al Saie di Bologna. Sono, infatti, 1.251 gli enti locali che hanno modificato i propri regolamenti introducendo parametri legati alla sostenibilità delle costruzioni: un universo composto da regole sull'isolamento termico, il fotovoltaico, il solare termico ma, in qualche caso, anche sul risparmio idrico e l'antisismica.

Dopo una progressione costante negli anni siamo, insomma, su numeri piuttosto rilevanti: questi dati riguardano, infatti, il 15,6% dei Comuni e una popolazione coinvolta che sfiora ormai 24 milioni di abitanti. In termini di diffusione geografica dei regolamenti sostenibili, a primeggiare sono soprattutto le Regioni del Centro-Nord con Lombardia (503 comuni), Toscana (148), Emilia Romagna (139), Piemonte (104) e Veneto (102). Ma anche al Sud crescono le amministrazioni che introducono nei regolamenti edilizi l'obbligo delle fonti rinnovabili, l'orientamento degli edifici e l'isolamento termico all'interno dei regolamenti edilizi.

Gli argomenti toccati sono i più disparati: l'efficienza energetica (isolamento termico, isolamento acustico, serramenti, tetti verdi, orientamento e schermatura, pompe di calore e caldaie a condensazione, contabilizzazione individuale del calore, ventilazione meccanica, teleriscaldamento), le fonti rinnovabili (solare, termico e fotovoltaico, mini idroelettrico, minieolico e biomasse), il risparmio idrico (la permeabilità dei suoli, il risparmio idrico, il recupero delle acque meteoriche, il recupero delle acque grigie e fitodepurazione), l'innovazione ambientale e tecnologia (materiali locali e riciclabili, raccolta differenziata, piste ciclabili, rifiuti, antisismica), la certificazione energetica e semplificazione.

«L'interesse nel guardare ai regolamenti - spiega Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente - sta nel fatto che rappresentano uno snodo fondamentale del processo edilizio, perché qui convergono aspetti tecnici e procedurali, attenzioni e interessi, e si incrociano le competenze in materia di urbanistica, edilizia e energia, di Stato, Regioni e Comuni. Tanto che nel corso di questi anni sono molti i Comuni che sono tornati sui propri regolamenti per chiarire alcuni aspetti, alzare l'asticella degli obiettivi e delle prestazioni». Per Giuseppe Cappochin, presidente degli architetti, «le trasformazioni della normativa finalizzate a promuovere la sostenibilità rappresentano indubbiamente un passaggio importante per la realizzazione di nuove politiche di rigenerazione urbana. Non possiamo, infatti, che valutare positivamente le misure annunciate dal Governo nella legge di Bilancio che danno stabilità all'ecobonus e potenziano fortemente l'azione di prevenzione antisismica con il sisma bonus».

Mentre il vicepresidente Ance, Filippo Delle Piane sottolinea come il mercato si stia modificando: «Dobbiamo cambiare l'approccio al prodotto e puntare sulla qualità che deve diventare misurabile e deve riguardare anche il progetto. Perché il mercato non è scomparso, si è modificato ed è diventato più attento e consapevole nelle sue richieste». Questo cambiamento, però, deve essere accompagnato da un processo di semplificazione delle regole, a partire proprio dai Comuni. «Bisogna evitare di produrre una stratificazione burocratica che poi non produce effetti nel mercato e soprattutto bisogna trasformare le buone intenzioni in realtà. Mi riferisco in particolare alla demolizione e ricostruzione, attraverso la quale si può operare una reale e profonda riqualificazione, e che, ad oggi, non è incentivata né dalle norme né come oneri».
Tornando ai regolamenti, l'isolamento termico è tra i temi più battuti: sono 1.038 i comuni che prevedono obblighi in questo settore. Sullo stesso piano ci sono il solare termico e il fotovoltaico: sono infatti 1.037 i comuni che introducono norme sul fotovoltaico e 994 quelli sul solare termico. Ma sono molti altri gli ambiti normati. In 405 comuni si è deciso di affrontare l'argomento del corretto isolamento acustico negli edifici. Di questi, 322 prevedono un limite preciso per le emissioni acustiche da rispettare, 52 prevedono incentivi qualora si raggiungano livelli di isolamento acustico maggiore rispetto a quelli obbligatori.

Sono, invece, 653 i comuni che affrontano in maniera specifica i serramenti, che svolgono un ruolo centrale nel controllo dei consumi energetici, invernali ed estivi, oltre che assicurare un migliorare isolamento acustico. Anche il ricorso a tetti verdi, poi, inizia ad essere inserito nei regolamenti: è trattato in 446 casi. Sull'orientamento e la schermatura degli edifici si sono pronunciati in 652, mentre le pompe di calore e le caldaie sono inserite in 306 regolamenti comunali. Infine, un cenno all'antisismica: è un tema ancora poco battuto ma in qualche caso si sta iniziando ad affrontare la questione attraverso il libretto del fabbricato. Succede a Milano, Norcia e nel comune di Bologna.


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