Città e Urbanistica

Rilancio dei piccoli Comuni, Ddl Realacci in Aula alla Camera: fondo da 100 milioni

Giuseppe Latour

Dote pluriennale 2017-2023 per la riqualificazione fisica, economica e sociale dei centri con meno di 5mila abitanti

Rinnovo dei centri storici, alberghi diffusi, messa in sicurezza del territorio per il contrasto al dissesto idrogeologico. Recupero di strade e scuole, efficientamento energetico e piste ciclabili. E, a corredo di tutto questo, la costituzione di un nuovo plafond da 100 milioni di euro, spalmati tra il 2017 e il 2023, per il sostegno agli investimenti pubblici: attiverà un piano nazionale di "rammendo" dei municipi.

Sono questi gli ingredienti principali che compongono il Ddl sui piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, approdato ieri in Aula alla Camera. La proposta di legge, che ha il presidente della commissione Ambiente Ermete Realacci come primo firmatario, si prepara a compiere i suoi ultimi passi verso il completamento della prima lettura. Si tratta di un passaggio importante, dal momento che il provvedimento è in discussione da oltre due anni, per la precisione dal luglio del 2014.
Proprio Realacci spiega come la proposta di legge sia «un'opportunità per tutto il paese per un'idea di sviluppo che punta sui territori e sulle comunità, che coniuga storia, cultura e saperi tradizionali con l'innovazione, le nuove tecnologie e la green economy. Quanto sia importante la tenuta delle comunità lo hanno dimostrato anche il terremoto che ha colpito il Centro Italia e la straordinaria risposta che è arrivata da istituzioni, forze dell'ordine, Protezione civile, cittadini e volontari».

I Comuni coinvolti dal testo sono 5.585, sparsi su più della metà del territorio nazionale, con una popolazione di oltre 10 milioni di italiani.

Il menù del testo, composto da un totale di 15 articoli, è molto ampio. Ci sono misure per la diffusione della banda larga, per la semplificazione e il recupero dei centri storici in abbandono, per gli interventi di manutenzione del territorio, per la messa in sicurezza di strade e scuole, per l'acquisizione e riqualificazione di terreni e edifici in abbandono.

Ancora, si regola l'acquisizione di case cantoniere in modo da renderle disponibili per attività di protezione civile e la possibilità di acquisire di binari dismessi e non recuperabili all'esercizio ferroviario, da utilizzare come piste ciclabili.

Se guardiamo alle risorse, il tassello principale dell'intervento è contenuto all'articolo 3, che disciplina «l'istituzione di un Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni per il finanziamento di investimenti per l'ambiente e i beni culturali, la mitigazione del rischio idrogeologico, la salvaguardia e la riqualificazione urbana dei centri storici, la messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e degli istituti scolastici, lo sviluppo economico e sociale, l'insediamento di nuove attività produttive». Sarà inserito nei bilanci del ministero dell'Interno e avrà una dotazione di 10 milioni per il 2017 e di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023.

Il provvedimento prevede prima la predisposizione di un piano nazionale per la riqualificazione dei piccoli Comuni, nel quadro del quale saranno individuati alcuni interventi prioritari. Questi elenchi saranno composti dal Governo a valle di un bando di selezione dei progetti da parte dei Comuni. Saranno considerati criteri prioritari per accedere al plafond i tempi di realizzazione degli interventi, la valorizzazione delle filiere locali e la capacità di convogliare altri finanziamenti, pubblici e privati. Le risorse del Fondo piccoli Comuni, comunque, saranno cumulabili con altri finanziamenti e agevolazioni.


© RIPRODUZIONE RISERVATA