Città e Urbanistica

Milano, entro ottobre la gara per trovare l'advisor che scriverà il masterplan dell'aera Expo

Sara Monaci

Sono trenta le manifestazioni di interesse di aziende che potrebbero trasferirsi nel sito

Entro fine ottobre partirà la gara per trovare l’advisor che scriverà il masterplan; poi entro la fine del 2017 saranno pronti il progetto e il piano industriale. Intanto le manifestazioni di interesse di aziende che potrebbero trasferirsi nel sito sono arrivate a trenta. Questo è il bilancio dei terreni dell’Expo di Milano a quasi un anno dalla fine dell’evento universale.

A presentare le linee guida del futuro parco della scienza e della tecnologia è stato Giuseppe Bonomi, ad della società proprietaria delle aree Arexpo, che ha parlato anche dell’inizio dei lavori e delle prospettive di lungo periodo.

«I primi cantieri potrebbero arrivare tra il 2017 e il 2018 - ha detto ieri - Con l’Istituto italiano di tecnologia di Genova, che sarà capofila del progetto di ricerca sulle scienze della vita Human technopole, stiamo ragionando su un possibile inizio - ha proseguito - I primi lavori interesseranno probabilmente l’adeguamento di edifici già esistenti. Lo sviluppo dell’area sarà realizzato in un arco di tempo indicativamente decennale».

Le linee guida di Arexpo sono state realizzate prendendo come riferimento i dieci parchi nel mondo già esistenti, simili per dimensioni. La società sottolinea che tra i punti di vantaggio di Milano c’è un’area già bonificata e infrastrutturata. In più la gestione transitoria dei piccoli eventi estivi ha permesso di evitare il degrado. «E queste iniziative proseguiranno anche nel 2017», ha detto Bonomi.

L’area rimarrà a vocazione pubblica: «Non siamo un soggetto privato che guarda al mercato e tenta di creare un’offerta adeguata - ha spiegato Bonomi - La vocazione qui già esiste, ed è determinata dalla presenza dello Human technopole e dalle facoltà scientifiche della Statale». Quindi, per avere una prima idea: ci saranno questi due centri di studio e ricerca; alcune grandi società che qui si trasferiranno per beneficiare del trasferimento tecnologico; aree di servizio attive 24 ore su 24 dedicate allo sport, all’intrattenimento, alla ristorazione.

Primi dati finanziari

Verranno subito usati fondi europei della Regione Lombardia, per 150 milioni, a cui si aggiungono i finanziamenti lombardi da 50 milioni per il post-Expo e altri 50 milioni versati dal governo, tramite il prossimo aumento di capitale per entrare nella società con il 40 percento.

Sul modo in cui la società otterrà ricavi non ci sono ancora decisioni, visto che ancora non è chiaro chi e in che modo arriverà. Si potranno ipotizzare royalty o forme di affitto. Certo è, spiega Bonomi, «che dallo Human technopole e dalla Statale non potranno arrivare grandi incassi. Bisognerà pertanto pensare ad un modello ibrido e flessibile, l’unico che può funzionare per realtà come queste».

Il costo di manutenzione è intanto sceso: da 24 a 12 milioni all’anno. Prosegue intanto la trattativa con le banche, che si sono irrigidite di fronte alla possibilità di supportare la liquidità aziendale con una linea di credito da 90 milioni. «Siamo certi che riusciremo a risolvere», ha detto Bonomi. Infine Arexpo deve saldare ad Expo 75 milioni per le infrastrutture realizzate, e portare avanti la causa con gli ex proprietari delle aree per regolare il conto delle bonifiche.


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