Città e Urbanistica

Fari da trasformare in hotel: al via la «fase 2» con altre 20 strutture da valorizzare in tutta Italia

Giuseppe Latour

Al via una nuova edizione del bando dedicato ai fari. Lo ha annunciato ieri l'Agenzia del Demanio nel corso di una conferenza stampa al ministero dell'Economia. A settembre saranno messe in gara le concessioni, fino a un massimo di cinquant'anni, di altri venti beni di proprietà dello Stato, tra torri, edifici costieri e fari veri e propri. Rispetto al primo bando, stavolta negli elenchi non troveremo soltanto strutture del Sud. Si va da diversi edifici in Sicilia, tra Milazzo, Pantelleria, Acireale e Salina, fino al faro Spignon di Venezia e al faro del Po di Goro in Emilia Romagna.

L'iniziativa è stata condotta dall'Agenzia, in collaborazione con Difesa servizi spa, ministero della Difesa e ministero dei Beni culturali. La sua presentazione è stata l'occasione per fare il punto sulla prima edizione del bando, che ha visto l'aggiudicazione di nove degli undici fari messi in gara lo scorso ottobre. Grazie a queste nove operazioni, sono previsti circa sei milioni di euro di investimenti per riqualificare le strutture, una ricaduta economica complessiva di circa 20 milioni e un conseguente risvolto occupazionale diretto di oltre 100 operatori, per un incasso pari a oltre 340mila euro in canoni annui, che si tradurranno in oltre 7 milioni di euro per tutto il periodo considerato.

Anche la nuova edizione del bando prevede l'affidamento dei venti fari in concessione. Secondo uno schema che è stato descritto dal direttore dell'Agenzia del Demanio, Roberto Reggi: «Dopo una fase di consultazione, abbiamo deciso di strutturare le offerte dando il 60% del peso agli elementi qualitativi e il 40% del peso a quelli economici. Nella parte economica sono ricompresi tre fattori: il tempo di durata della concessione, che potrà variare tra 19 e 50 anni, l'ammontare dell'investimento totale e il canone di concessione offerto».

Le strutture messe a disposizione in questa edizione sono venti e, negli ultimi mesi, sono state completamente regolarizzate dal punto di vista documentale, catastale e urbanistico.

Il portafoglio è costituito da dieci fari in gestione a Difesa servizi: il faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (Kr), il faro della Guardia a Ponza (Lt), il faro di Torre Preposti a Vieste (Fg), il faro di Punta Polveraia a Marciana nell'isola d'Elba (Li), il faro Formiche nell'isolotto Formica Grande (Gr), il faro di Punta Libeccio nell'isola di Marettimo (Tp), il faro di Punta Spadillo a Pantelleria (Tp), il faro di Capo Mulini ad Acireale (Ct), il faro di Capo Milazzo a Milazzo (Me) e il faro di Capo Faro a Santa Maria di Salina (Me). A questi si aggiungono altri 10 beni, di varia tipologia, in gestione all'Agenzia del Demanio: in Campania, a Salerno, la Torre Angellara, in Sicilia il Padiglione Punta del Pero a Siracusa, lo Stand Florio a Palermo, il faro di Capo Zafferano a Santa Flavia (Pa), il faro di Riposto a Riposto (Ct). In Puglia, la Torre Castelluccia Bosco Caggioni a Pulsano (Ta), il Convento San Domenico Maggiore Monteoliveto e la Torre d'Ayala a Taranto. Salendo a nord, infine, in Emilia Romagna, il faro del Po di Goro a Goro (Fe) e in Veneto il faro Spignon sull'isola di Spignon a Venezia.


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