Città e Urbanistica

Officina L'Aquila: la ricostruzione diventa un laboratorio mondiale di tecnologia

Alessandro Lerbini

Dal 24 al 26 maggio il capoluogo abruzzese ospiterà la rassegna internazionale di restauro. Il sottosegretario De Micheli: in due anni aperti 2.850 cantieri

Tre giorni di incontri internazionali sul restauro e la riqualificazione. Officina L'Aquila è la manifestazione che il si terrà dal 24 al 26 maggio nel capoluogo abruzzese all'Auditorium del parco del castello.
La manifestazione, presentata all'Ance giovedì 5 maggio, è organizzata dall'Associazione costruttori e da Carsa.
«La ricostruzione dell'Aquila è una grande opportunità nazionale di crescita. È tutta Italia che investe. L'attenzione del governo è alta per riuscire a trasformare quel grande dolore in nuovo bellissimo futuro», ha affermato il sottosegretario all'Economia, Paola De Micheli. «In questi due anni molte cose sono cambiate, L'Aquila non è solo un cantiere edile ma anche un cantiere di idee - ha detto De Micheli -. C'è stata un'accelerazione degli investimenti, la sicurezza della copertura delle risorse, la garanzia di pagamento». E in due anni sono stati aperti 2.850 cantieri e che hanno dato lavoro a oltre 19 mila persone.

Nei cantieri, spiega De Micheli illustrando i numeri di quest'ultimo biennio, «ci sono 640 persone che lavorano pagate dal governo che, dopo una chiacchierata con il presidente del Consiglio, abbiamo deciso di confermare; oltre due miliardi sono stati deliberati dal Cipe, si sono aperti 4.700 cantieri dal 2009, a dimostrazione della velocità impressa nell'ultimo periodo, e abbiamo avuto 19 mila lavoratori, oltre 2.700 aziende di quasi 900 della zona. Inoltre il 75% delle persone che dopo il terremoto non poteva tornare a casa, ora finalmente è riuscita a rientrare. Rimangono da assistere 11.500 persone e nei prossimi tre anni daremo risposta ad almeno il 95% di queste».

De Micheli vede nella ricostruzione aquilana anche un laboratorio di idee, quello che prova a pensare una nuova città che deve approfittare dell'innovazione, senza dimenticare le proprie radici. E magari, come del resto alcuni Comuni del cratere stanno studiando e provando a verificare, che possa essere anche "smart". Tra le criticità che ha dovuto affrontare il sottosegretario c'è stato quello di dover «mettere ordine, cercando di trovare un unicum tra le tante diversità, in alcuni casi anche normative, e riuscire a coordinare le varie strutture».

Per il vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, «nell'edizione di quest'anno di Officina L'Aquila c'è un salto di qualità. Il confronto si proietta sugli scenari nuovi della ricostruzione che, a sette anni dal sisma, deve imparare a usare il linguaggio della smart society, del confronto con modelli urbani, architettonici e di restauro a livello internazionale».

Per il presidente dell'Ance, Claudio De Albertis, «l'Aquila è uno straordinario banco di prova per le nostre imprese e per le amministrazioni che devono fare sistema per attuare un modello edilizio che punta alla sostenibilità, all'efficienza energetica e all'innovazione».

Enrico Ricci, presidente di Ance Abruzzo, ha sottolineato le priorità in relazione alla ricostruzione: «Il processo aquilano è un laboratorio mondiale di antisismica dove si stanno utilizzando le più moderne e diverse tecniche applicate anche su edifici di pregio storico e architettonico».

Sulla qualità degli interventi si è concentrato Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa. «L'Aquila è oggi un cantiere di recupero architettonico e urbano di valenza internazionale dove si sta esprimendo un'avanzata sperimentazione nei campi combinati del restauro, del recupero, del consolidamento antisismico e dell'adeguamento energetico».


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