Città e Urbanistica

Bagnoli, il Tar boccia il ricorso di De Magistris, il commissario resta in sella

Brunella Giugliano

Il sindaco di Napoli (che annuncia il ricorso al Consiglio di Stato) aveva impugnato la nomina attuata dal decreto Sblocca Italia

Resta in sella Salvo Nastasi, il Commissario straordinario per la riqualificazione e la rigenerazione urbana dell'area ex-Italsider di Bagnoli, la cui nomina è stata prevista dall'articolo 33 dello Sblocca Italia (Legge 11 novembre 2014, n. 164). Lo ha stabilito la prima sezione del Tar della Campania che ha respinto il ricorso contro la sua investitura presentato a novembre scorso dal Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Il Tribunale Amministrativo, in particolare, ha rigettato la tesi dell'amministrazione comunale che riteneva incostituzionale proprio l'articolo 33 dello Sblocca Italia, poiché esso affida al Commissario straordinario, considerando il carattere d'urgenza determinato dalle condizioni di degrado in cui versa l'area, poteri che non riguardano solo la questione ambientale, ma anche la rigenerazione urbana che invece, per De Magistris, «è di specifica competenza del Consiglio comunale».

I legali di Palazzo San Giacomo già annunciano un nuovo ricorso al Consiglio di Stato, con il rischio di ulteriori rallentamenti. Ad oggi, infatti, le uniche tre grandi opere realizzate o in dirittura d'arrivo sui 300 ettari a nord del capoluogo campano, e cioè la Porta del Parco, il Parco dello Sport e l'Acquario tematico, sono in stato di abbandono. Così come il cantiere dei Napoli Studios. Non sono mai iniziati, invece, i lavori per il Parco Urbano da 120 ettari. Inoltre, i suoli sui quali è stata realizzata la bonifica sono in gran parte sotto sequestro per violazione della normativa ambientale.

«L'Avvocatura comunale - si legge in una nota di Palazzo San Giacomo - nell'esaminare le motivazioni addotte dal Tribunale, ritiene che esse non siano condivisibili e dunque debbano essere sottoposte al vaglio del Consiglio di Stato. In particolare, i legali del Comune ritengono che il motivo di incostituzionalità afferente all'utilizzo della decretazione d'urgenza che, nel ricorso, era ampiamente sviluppato con il richiamo a molteplici precedenti della Corte costituzionale, è stato respinto sulla base di un richiamo al degrado ambientale di Bagnoli. Un dato insufficiente a ritenere necessaria la decretazione di urgenza, tenuto conto che sull'inquinamento ambientale sussiste una competenza ordinaria dell'Amministrazione statale che si protrae da decenni».

Altro punto rigettato dal Tar, e oggetto del ricorso del Comune, ha riguardato anche la costituzione ad opera di Invitalia Spa (l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti del Ministero dell'Economia, individuata sempre dall'articolo 33 dello Sblocca Italia quale "soggetto attuatore" degli interventi), di una società di scopo, le cui quote, nella fase iniziale interamente detenute dal soggetto attuatore, potevano essere cedute anche a soggetti privati. Previsione che, secondo il Comune, costituirebbe una violazione dei principi di sussidiarietà stabiliti in Costituzione.

Su questo punto, in realtà, il Governo aveva già compiuto un passo indietro nel decreto «Milleproroghe» approvato a fine febbraio, eliminando di fatto la «società di scopo» e stabilendo che alla Bagnoli Futura Spa (la società di trasformazione urbana del Comune di Napoli proprietaria dei suoli, nata nel 2002 per gestire il progetto di riconversione dell'ex sito industriale e che a febbraio 2014 ha dichiarato bancarotta) è riconosciuto un importo corrispondente al valore di mercato delle aree e degli immobili trasferiti, rilevato dall'Agenzia del demanio alla data del trasferimento della proprietà. Il Tar, quindi, ha ritenuto che tale modifica normativa rendesse improcedibili le critiche avanzate dal Comune. «Poiché la riscrittura normativa - continua la nota di Palazzo San Giacomo - non ha completamente sostituito le disposizioni sospettate di incostituzionalità, ad avviso dell'Avvocatura il Tar avrebbe potuto comunque pronunciarsi sulle questioni ulteriori prospettate».

Il Sindaco Luigi De Magistris ha commentato la sentenza sottolineando che «c'è stato bisogno di una modifica legislativa straordinaria con il "Milleproroghe" poco prima della discussione dinanzi al Tar per contestare la fondatezza di quella che la nostra Avvocatura aveva ritenuto un perverso intreccio tra capitali privati ed intervento pubblico. E' questo è già un risultato davvero importante che da solo dà la cifra della giustezza delle nostre azioni messe in campo a tutela di un irrinunciabile bene collettivo». E aggiunge: «Di certo, comunque, l'azione del Comune e della Città non si fermerà di fronte a questo pronunciamento del Tribunale Amministrativo ma proseguirà davanti al Consiglio di Stato che potrà e dovrà riesaminare l'esproprio di democrazia rappresentativa compiuto ai danni della città». Per il Comune, quindi, la questione non finisce qui.

In ogni caso, la sentenza, almeno per il momento, rappresenta un passo in avanti per il progetto di riqualificazione che sta definendo la Cabina di Regia presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, e a cui siedono, oltre al commissario Nastasi e all'amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, i tre ministri coinvolti ovvero Graziano Delrio (Infrastrutture), Gian Luca Galletti (Ambiente), Federica Guidi (Sviluppo economico) e il governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Il Sindaco di Napoli ha dissertato le prime tre sedute, non riconoscendone la validità. Palazzo San Giacomo, infatti, sta lavorando parallelamente a un suo piano per Bagnoli ed è pronto a varare una variante urbanistica per l'area occidentale. «Bagnoli - afferma il presidente dell'Acen Francesco Tuccillo - ha grandi potenzialità di sviluppo economico e culturale per l'intero territorio metropolitano. La posizione di ostilità assunta dalla Giunta de Magistris, purtroppo, non contribuisce a creare le condizioni per il rilancio del progetto di sviluppo». Nel frattempo, la Cabina di Regia sta perfezionando il Piano di riqualificazione, che partirà dalla caratterizzazione dell'area per dare inizio al risanamento dei suoli. La prima bozza del programma dovrebbe essere presentata dal Commissario straordinario già nei prossimi giorni. Si prevede di aprire i primi cantieri entro l'estate.


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