Città e Urbanistica

Regolamento edilizio unico, trovato l'accordo: ok alle definizioni standard

Massimo Frontera

Al tavolo presso il Mit è stato ottenuto il consenso sulla parte del testo più controversa: quella che contiene le definizioni uniche standardizzate

Svolta sul regolamento edilizio unico. Al tavolo aperto presso il Mit - con regioni, Comuni e Funzione pubblica - è stato infatti raggiunto un accordo sulle definizioni standardizzate destinate a sostituire quelle in vigore negli oltre 8mila comuni italiani. A spingere per chiudere la questione è stato il titolare delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che a maggio scorso ha preso in carico questo dossier. Il regolamento edilizio unico avrà 42 definizioni standardizzate, identiche e immodificabili in ogni comune d'Italia. Le definizioni sono il cuore del regolamento edilizio. Proprio il braccio di ferro su quali definizioni di "superficie" accogliere nel testo ha tenuto bloccato il tavolo per diverse settimane.

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L'ultimo testo proposto dai tecnici del ministero delle Infrastrutture la scorsa settimana ha consentito di superare le ultime resistenze, in particolare degli enti locali della Lombardia (si veda anche «Il Sole 24 Ore» del 3 febbraio). Ora la strada del regolamento edilizio unico - "pezzo pregiato" dell'agenda del governo sulle semplificazioni in materia edilizia - è tutta in discesa. Manca ancora un articolato in cui vengono specificati e circoscritti i residui spazi di manovra degli enti locali nel determinare le regole di costruzione per attuare i piani urbanistici. Spazi di manovra che, appunto, saranno residuali: delimitati, da una parte, dalle norme statali e regionali e, dall'altra, dalle definizioni standardizzate, appena chiuse.

L'accordo è stato raggiunto risolvendo i due principali problemi posti dagli enti locali. Il primo riguarda la definizione di superficie. Il Mit ha accettato di introdurre due definizioni aggiuntive di superficie, risolvendo il problema dei Comuni che avevano già normato in dettaglio su questo aspetto. Sono quattro le definizioni di superficie, rilevanti ai fini del calcolo della volumetrie, che vengono definite nello schema di regolamento: totale, lorda, utile e accessoria. La superficie totale include «tutti i piani fuori terra, seminterrati e interrati comprese nel profilo perimetrale esterno dell'edificio». La superficie lorda è pari alla superficie totale senza le superfici accessorie e incluse le murature. La superficie utile è la «superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre». Nelle superfici accessorie, infine, ricadono tutti gli spazi non abitabili (portici, ballatoi, balconi, cantine, sottotetti, vani scala, depositi, garage, androni). Il lavoro di semplificazione fatto in questi mesi ha consentito di arrivare a un testo ultra-snello: le 42 definizioni occupano poco più di due pagine A4. L'oscar della definizione più sintetica va all'altezza dell'edificio: solo sette parole per dire che è l'«altezza massima tra quella dei vari fronti».

L'altro tema del confronto tra Stato ed enti locali attiene ai riflessi che il regolamento edilizio potrebbe avere sul dimensionamento dei piani. La soluzione individuata per tranquillizzare gli enti locali va nel senso di prevedere che, in caso di difformità tra le cubature di piano e quelle che risultano dal nuovo regolamento unico, prevalgano le prime. In ogni caso, qualsiasi aggiornamento o rinnovo della pianificazione dovrà tener conto del nuovo regolamento edilizio.

Superato lo scoglio enti locali, lo schema di regolamento unico riprende il viaggio veloce verso la conferenza Stato Regioni, prima dell'approvazione finale. Dopo toccherà alle regioni recepire le nuove regole, entro un periodo massimo che al momento è stato indicato in sei mesi. L'ultimo adempimento - quello di effettivo recepimento - spetta all'ente locale, che dovrà comunque adeguarsi alle nuove norme anche in mancanza del recepimento regionale. A vigilare sull'effettiva attuazione sarà un tavolo di monitoraggio ad hoc.


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